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Intervista It-Alien
Mar 24 2009, 11:16
Intervista It-Alien
ed eccoli i super imbuti con i loro super poteri sono riusciti nell’impossibile! hanno estorto un intervista all’alieno nostrano più secretato e misterioso, secerne musica come miele. é con immenso orgoglio ‘mbutico che vi proponiamo l’ultima rocambolesca intervista!!
Fabio Napodano aka It-Alien (the italian alien) composes and plays his music as a hobby, drawing his inspiration from a mixture of reason and emotion: the former shaping and leading the latter.
Disinterested in any form of commercialization, Fabio has no concern for limits of genre, length and audience, creating first of all and above all for his own personal enjoyment, giving total freedom to his self-taught sensibility.
Through his personal experience, however, he has traced out and followed a pathway made up of progressive rock, contemporary classical, jazz, dark ambient and psychedelic electronica.
His guideline can be resumed in his own words: "To have a style means to invent once and sell forever; to have creativity means to invent forever and never sell”
_’mbuti: puoi fornirci l'interpretazione autentica del tuo nome d'arte?
It-alien: All'epoca in cui fu inventato, nel 1994, non potevo certo immaginare che per anni i motori di ricerca avrebbero ignorato il trattìno, per cui ancóra adesso, cercando "It-Alien" il risultato è spesso relativo a soli e semplici alieni. Ma io non sono un alieno: sono un italiano alieno perché non mi sento molto partecipe del modo di vivere alla "volemose bene", non rincorro la moda, non mi accodo alla tipica corsa alle streghe mediatica, non seguo il calcio e non passo nemmeno il mio tempo a screditare il Grande Fratello. Sì insomma, starete certamente pensando di star leggendo i pensieri del solito barbuto con la kefia che crede di essere diverso dagli altri con la sua immancabile sigaretta multinazionale in una mano e la Heineken nell'altra. No, penso di essere una persona dai bisogni molto semplici, con due brutti difetti: il voler pensare ed il voler creare. Possibilmente da solo.
‘mbuti: si sentono nella tua eclettica musica molte influenze , ma armonizzate da una forte cifra personale, molto lirica e "naturale", i tuoi pezzi sono spesso sorprendentemente classici e non classicamente sorprendenti, ci puoi spiegare queste magie?
It-alien: la questione delle influenze produce spesso risultati divertenti perché càpita che chi mi ascolta associ la mia musica ad artisti che detesto (Genesis e Yes in primis) o che non conosco. In realtà io non ascolto molta musica: spesso per interi giorni, nel tempo libero, ascolto soltanto le composizioni che sto realizzando, limandole o lasciando che nuove sezioni compaiano spontaneamente.
C'è inoltre da dire che, fino ai 16 anni, sono stato praticamente a digiuno di musica: mio padre me ne ha sempre tenuto piuttosto lontano, se non come fruitore occasionale dei suoi dischi la cui varietà si puo' ricondurre a Fred Bongusto, Franco Califano, Mina, i Beatles e Lucio Battisti, con una spolverata immancabile dei "maestri" del beat italiano come Dik Dik et similia; per carità, ascolti rispettabilissimi, ma senz'altro differenti da quello che poi si è rivelato essere ciò di cui avevo bisogno.
Ad ogni modo, penso che il mio profilo di utente last.fm, http://www.last.fm/user/It-Alien/, rispecchi abbastanza quelle che sono le mie influenze principali ma, al momento in cui scrivo, in tale profilo risulta che, a fronte di 10886 ascolti, gli artisti ascoltàti sono 2130, il che dovrebbe dare un'idea della varietà.
Avevo dunque 16 anni quando, all'improvviso, una necessità interiore mi ha spinto a cercare di incontrare la musica, e la mia contemporanea passione per l'informatica mi ha fatto effettuare questo incontro mediante il computer; all'epoca (1993), c'era ben poco da fare con un computer a livello musicàle, specialmente nell'àmbito non professionale: i pochi software esistenti erano molto amatoriali e particolarmente complessi da utilizzare. Un tipo di questi software erano i tracker (http://it.wikipedia.org/wiki/Tracker), all'apparenza una specie di ibrido tra Microsoft Excel (che nascerà dopo) e le matrici di Matrix, in realtà una specie di interfaccia musicàle per programmatori.
Io programmatore ancóra non ero, ma tra me e i tracker fu sùbito amore, un amore che continua a distanza di 15 anni, tempo nel quale questo tipo di programmi si è enormemente evoluto, di pari passo con le mie possibilità e volontà espressive.
Col tempo, senza falsa modestia, ho raggiunto livelli tecnici nell'utilizzo di un tracker che hanno pochi pari al mondo, entrando a far parte del team di sviluppo del tracker più diffuso attualmente, Renoise, ma la mia continua ricerca tecnica è assolutamente umile e mai fine a sé stessa, avendo il solo scòpo di permettermi di esprimere al meglio quello che è nella mia mente: il mio è stato ed è tuttora un percorso completamente autodidatta e per questo abbisogna della massima confidenza con lo strumento per poter essere espresso al meglio.
La componente "sorprendente" dei miei brani penso nasca proprio da questo spirito autodidatta, che non si limita solo alla composizione: anche come programmatore, come batterista, come scrittore e come scacchista sono un autodidatta; tutte cose nelle quali certamente non eccello ma delle quali ho un punto di vista personale che puo' limitarmi così come fornire punti di vista inaccessibili ai più edotti di teoria.
Creare un nuovo brano diventa dunque non più un'applicazione di teorie ma una sfida alla ricreazione del proprio pensiero musicàle sotto forma scritta. Non a caso, ogni qual volta ho finito un brano, vengo preso da una paura, profonda e sincera, di non riuscire mai più a creare un altro brano, poiché affinché ciò avvenga è necessario che vi siano stimoli esterni, interni ed una buona dose di fortuna. E, per fortuna, questo avviene abbastanza costantemente da 16 anni a questa parte, e mi auguro continui ancóra per sempre. Autocitandomi (adoro darmi un tono con le mie autocitazioni): "la mia ispirazione è la mia vita; dovrebbe essere sufficiente per tutto il resto della mia vita".
http://www.jamendo.com/it/artist/it-alien
http://www.last.fm/music/It-Alien
http://imisound.ning.com/profile/It_Alien
ed eccoli i super imbuti con i loro super poteri sono riusciti nell’impossibile! hanno estorto un intervista all’alieno nostrano più secretato e misterioso, secerne musica come miele. é con immenso orgoglio ‘mbutico che vi proponiamo l’ultima rocambolesca intervista!!
Fabio Napodano aka It-Alien (the italian alien) composes and plays his music as a hobby, drawing his inspiration from a mixture of reason and emotion: the former shaping and leading the latter.
Disinterested in any form of commercialization, Fabio has no concern for limits of genre, length and audience, creating first of all and above all for his own personal enjoyment, giving total freedom to his self-taught sensibility.
Through his personal experience, however, he has traced out and followed a pathway made up of progressive rock, contemporary classical, jazz, dark ambient and psychedelic electronica.
His guideline can be resumed in his own words: "To have a style means to invent once and sell forever; to have creativity means to invent forever and never sell”
_’mbuti: puoi fornirci l'interpretazione autentica del tuo nome d'arte?
It-alien: All'epoca in cui fu inventato, nel 1994, non potevo certo immaginare che per anni i motori di ricerca avrebbero ignorato il trattìno, per cui ancóra adesso, cercando "It-Alien" il risultato è spesso relativo a soli e semplici alieni. Ma io non sono un alieno: sono un italiano alieno perché non mi sento molto partecipe del modo di vivere alla "volemose bene", non rincorro la moda, non mi accodo alla tipica corsa alle streghe mediatica, non seguo il calcio e non passo nemmeno il mio tempo a screditare il Grande Fratello. Sì insomma, starete certamente pensando di star leggendo i pensieri del solito barbuto con la kefia che crede di essere diverso dagli altri con la sua immancabile sigaretta multinazionale in una mano e la Heineken nell'altra. No, penso di essere una persona dai bisogni molto semplici, con due brutti difetti: il voler pensare ed il voler creare. Possibilmente da solo.
‘mbuti: si sentono nella tua eclettica musica molte influenze , ma armonizzate da una forte cifra personale, molto lirica e "naturale", i tuoi pezzi sono spesso sorprendentemente classici e non classicamente sorprendenti, ci puoi spiegare queste magie?
It-alien: la questione delle influenze produce spesso risultati divertenti perché càpita che chi mi ascolta associ la mia musica ad artisti che detesto (Genesis e Yes in primis) o che non conosco. In realtà io non ascolto molta musica: spesso per interi giorni, nel tempo libero, ascolto soltanto le composizioni che sto realizzando, limandole o lasciando che nuove sezioni compaiano spontaneamente.
C'è inoltre da dire che, fino ai 16 anni, sono stato praticamente a digiuno di musica: mio padre me ne ha sempre tenuto piuttosto lontano, se non come fruitore occasionale dei suoi dischi la cui varietà si puo' ricondurre a Fred Bongusto, Franco Califano, Mina, i Beatles e Lucio Battisti, con una spolverata immancabile dei "maestri" del beat italiano come Dik Dik et similia; per carità, ascolti rispettabilissimi, ma senz'altro differenti da quello che poi si è rivelato essere ciò di cui avevo bisogno.
Ad ogni modo, penso che il mio profilo di utente last.fm, http://www.last.fm/user/It-Alien/, rispecchi abbastanza quelle che sono le mie influenze principali ma, al momento in cui scrivo, in tale profilo risulta che, a fronte di 10886 ascolti, gli artisti ascoltàti sono 2130, il che dovrebbe dare un'idea della varietà.
Avevo dunque 16 anni quando, all'improvviso, una necessità interiore mi ha spinto a cercare di incontrare la musica, e la mia contemporanea passione per l'informatica mi ha fatto effettuare questo incontro mediante il computer; all'epoca (1993), c'era ben poco da fare con un computer a livello musicàle, specialmente nell'àmbito non professionale: i pochi software esistenti erano molto amatoriali e particolarmente complessi da utilizzare. Un tipo di questi software erano i tracker (http://it.wikipedia.org/wiki/Tracker), all'apparenza una specie di ibrido tra Microsoft Excel (che nascerà dopo) e le matrici di Matrix, in realtà una specie di interfaccia musicàle per programmatori.
Io programmatore ancóra non ero, ma tra me e i tracker fu sùbito amore, un amore che continua a distanza di 15 anni, tempo nel quale questo tipo di programmi si è enormemente evoluto, di pari passo con le mie possibilità e volontà espressive.
Col tempo, senza falsa modestia, ho raggiunto livelli tecnici nell'utilizzo di un tracker che hanno pochi pari al mondo, entrando a far parte del team di sviluppo del tracker più diffuso attualmente, Renoise, ma la mia continua ricerca tecnica è assolutamente umile e mai fine a sé stessa, avendo il solo scòpo di permettermi di esprimere al meglio quello che è nella mia mente: il mio è stato ed è tuttora un percorso completamente autodidatta e per questo abbisogna della massima confidenza con lo strumento per poter essere espresso al meglio.
La componente "sorprendente" dei miei brani penso nasca proprio da questo spirito autodidatta, che non si limita solo alla composizione: anche come programmatore, come batterista, come scrittore e come scacchista sono un autodidatta; tutte cose nelle quali certamente non eccello ma delle quali ho un punto di vista personale che puo' limitarmi così come fornire punti di vista inaccessibili ai più edotti di teoria.
Creare un nuovo brano diventa dunque non più un'applicazione di teorie ma una sfida alla ricreazione del proprio pensiero musicàle sotto forma scritta. Non a caso, ogni qual volta ho finito un brano, vengo preso da una paura, profonda e sincera, di non riuscire mai più a creare un altro brano, poiché affinché ciò avvenga è necessario che vi siano stimoli esterni, interni ed una buona dose di fortuna. E, per fortuna, questo avviene abbastanza costantemente da 16 anni a questa parte, e mi auguro continui ancóra per sempre. Autocitandomi (adoro darmi un tono con le mie autocitazioni): "la mia ispirazione è la mia vita; dovrebbe essere sufficiente per tutto il resto della mia vita".
http://www.jamendo.com/it/artist/it-alien
http://www.last.fm/music/It-Alien
http://imisound.ning.com/profile/It_Alien


