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  • Arrivano da Saturno i tre musicisti romagnoli

    Mag 25 2011, 17:36

    La campana suona per avvertirci l’arrivo dell’astronave ricca di suoni analogici. Sono i “Saluti da Saturno” il gruppo capitanato da Mirco Mariani, collaboratore storico di Vinicio Capossela a salire sul palco del Fellini domenica 27 Marzo. S’inizia con un carillon che disperde tra le file piene del teatro la melodia di un tempo che mai più ritorna, trascinando dietro a se “L'ultimo giorno d'estate“. A dar il via allo show è uno dei brani più intensi “Come foglie”, in cui la voce quasi recitante di Bruno Orioli è avvolta da un grappolo di note al piano. Distese sonore lasciano spazio al terzo brano, ma prima d’iniziare “Hotel miramar”, la Flexible Orchestra con il dolce suono della giostra meccanica, da veri romagnoli che sono invitano a seguire il “pianobar” futuristico elettromeccanico da più vicino. Il maestro Mirco Mariani nella sua astronave dai mille comandi si accompagna al piano e come in un sogno dedica “Di profumo e pietre scure” che riporta su strade di un pop delicato. Il suono di una radiolina scorre in sottofondo accendendo un set ritmico costante di drum machine, lasciando il passo alla malinconica “L'ombra”, dove una sirena da guerra ulula riportandoci indietro nella storia. Segue “Cinema”, un brano che ricorda l’importanza della settima arte, fotografando gli attimi della nascita del cinema in Italia. Seguire la musica dei SdS è come ritrovare il sentiero di “Casa”, piccola perla in levare costruita con strumenti quali l’optigan, il mellotron e omnichord suonati dal maestro, mentre Mirko Monduzzi alla chitarra suona un esotico riff blueseggiante. Si chiude un capitolo sonoro più intimista e narrativo come in un film noir. La seconda parte dello show riaccende l’entusiasmo del pubblico con “Parlare con Anna”, il brano che dà il titolo all’album. Una canzone d’amore che con candore e sincerità trasognata, ben si sposa all’atmosfera sospesa creata dal gruppo. Allora senza limiti a guardar la luna e il cielo per scorgere la presenza di Saturno, un tango stile anni trenta “Valdazze” ci accompagna con l’immaginazione verso la città dei musicisti. Proiettati nel viaggio-sogno, il saltellante mantra ipnotico di “Letami” scuote la scena per poi riappoggiarsi con delicatezza in “Luce”, una ninna nanna dolce seguita da “Ballata appassionata” un malinconico pop da camera che richiama echi di Eels. Una chitarra appena accennata e un filo di fiato in “Le tue mani” riapre lo spettacolo, ecco lì di nuovo nelle loro postazioni a chiudere con il bis “filo di lana”. I Saluti da Saturno (Mirco Mariani, Bruno Orioli e Mirko Monduzzi), sono la nuova musica italiana. Confezionata con accortezza artigianale e con ricerca sperimentale sui timbri, lasciano il pubblico del teatro Fellini appagati e soddisfatti con una macumba sensoriale a tratti sudamericana “Tra noi”.

    Articolo di Gianpaolo Danieli
    https://www.facebook.com/gianpaolo.danieli

    [youtube]http://youtu.be/ur8TSeq9ipk[/youtube]
  • Surfing in palude

    Ago 12 2009, 15:16

    Ven 7 Ago – Alwaro Negro live @ Obiettivo Comune - Pontinia (LT)

    Al termine della prima serata del "territori in parallelo", salgono sul palco piu' energici che mai gli Alwaro Negro.
    Rispetto al precedente concerto del Capannone festival di Fondi, il suono anche se in minor misura e' piu' compatto e aggressivo, alle volte si percepisce poco il combattivo basso di Andrea, ma nel complesso l'onda salivosa del surf degli Alwaro Negro arriva fino alle nostre menti, destandoci repentini paesaggi lunari. Surfano determinati sulle poche intime persone che si agitano sotto il palco. Come rompere un muro di percezioni distillate, aprono il concerto concedendosi un intro prorompente, con Cristian alla batteria iniziano le danze surfiche sulla palude pontina, seguite a strati dal basso e dalle due chitarre, Walter nella sua Fender jaguar sonica e Ro nella Stratocaster intinge riff semantici. Alternano brani di "Clean!" : "Universal Clean", "Ultra Caravan" e "Frisbee" a brani nuovi, passando per il geniale meddle del film Pulp Fiction, come non riconoscere "Misirlou" dei DICK DALE & THE DELTONES e "Zed's Dead, Baby" dei CENTURIANS. Nella scaletta dei brani ci sono delle novita' come nell'area merchandising, che ultimamente si e' riempita di un nuovo lavoro insieme ai Surfisti Ava Kant. Confezionano insieme uno Split Vynil, richiamandoci prossimamente all'attenzione il 20 Agosto in riva al mare, con o senza le tavole da surf presso il chiosco la Capanna di Sabaudia.