Biografia

Vengono dagli States, prendono il nome da una canzone di Bob Marley, suonano un indie-rock con forti elementi acustici e pop: sono gli Steel Train e debuttano a gennaio del 2003 grazie all’etichetta Drive-Thru Records.
Nascono che sono in due, poi diventano tre e prima del debutto con un album lungo sono diventati cinque. All’inizio ci sono Jack Antonoff e Scott Irby-Rannier. Il primo viene dal New Jersey, canta e suona (chitarra e piano). Il secondo è nato ad Harlem, suona le percussioni ed è un cantante professionista da un sacco di tempo. Tanto che prima ancora di diplomarsi ha già preso parte a produzioni di tutto rispetto, come lo spettacolo di Broadway ispirato al “Re Leone”.
I due si conoscono, diventano subito amici e cominciano a suonare insieme ovunque sia possibile. Dopo qualche tempo, dopo aver scelto il nome Steel Train e aver prodotto un paio di demo, il duo attira l’attenzione di Drive-Thru Records, etichetta californiana specializzata in punkettari d’ogni tipo. Loro col punk hanno poco a che fare, però l’idea di un contratto li stuzzica e così cedono.
Alla fine del 2002 il gruppo cambia formazione e diventa un trio grazie all’inserimento di Evan Winiker (bassista e amico di lunga data). Poi si imbarca in una tournée, che suonare dal vivo è una palestra coi fiocchi.
È proprio mentre girano il paese che incontrano Matthias Gruber, batterista tedesco che sta facendo molto parlare di sé: tempo poco e la band diventa un quartetto. Già che ci sono, e siccome Gruber vive in California, decidono di trasferirsi lì per incidere il loro primo disco professionale.
Il risultato è “For You My Dear”, EP pubblicato a gennaio del 2003. La stampa specializzata riconosce debiti musicali che vanno dai Beatles agli Strokes e concede al gruppo un certo credito.
Il disco vende circa 15.000 copie, soprattutto nel corso dei 5 mesi di tour che partono subito dopo la sua pubblicazione e che portano gli Steel Train a suonare con gente tipo The Crystal Method, Something Corporate, Robert Randolph, Finch, Idylwild, The Juliana Theory, The RX Bandits, Vendetta Red e Blackalicious.
A fine 2003 c’è il tempo per pubblicare un nuovo EP, “1969”: si tratta di un omaggio alle loro radici musicali e comprende cover di “I Want You Back” (Jackson 5), “Helplessly Hoping” (Crosby, Stills And Nash), “Natural Mystic” (Bob Marley), “Space Oddity” (David Bowie), “I Want You” (Beatles) e “Bad Moon Rising” (Creedence Clearwater Revival).
Fra le altre cose, il nuovo EP consacra la formazione a cinque con l’inserimento del chitarrista Matthew Goldman. È come quintetto che gli Steel Train lavorano al loro primo disco lungo, “Twilight Tales From The Prairies Of The Sun” (aprile 2005). Li aiuta nell’impresa il producer Stephen Barncard (una leggenda: ha lavorato con Grateful Dead, Jefferson Airplane, Creedence Clearwater Revival, Crosby Stills Nash And Young).

Autore modifica: francescodilena (data: Giu 25 2012, 1:04)

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