Ruth Brown
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Ruth Brown – It's Raining
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Biografia
Ruth Brown (12 o 30 gennaio 1928, 17 Novembre 2006) passa alla storia del Rhythm’n’Blues per il soprannome, “la cantante con una lacrima nella voce” che gl’era stato affibbiato agl’inizi di quella che fu una carriera diseguale, nonostante avesse contribuito all’affermarsi della Atlantic Records alla fine degl’anni 40. Non va dimenticato però che fu Ahmet Ertegun a reimpostarla come cantante di Rhythm’n’Blues, lasciandogli quel filo di vena popolare che diventerà il suo tratto caratteristico tanto che gli venne in seguito rifilato un altro soprannome, questo decisamente meno poetico: “Miss ritmo”.
La Brown si dileguò negl’anni 60 per consacrarsi alla famiglia per poi tornare sulle scene, nella seconda metà dei settanta, come cantante e come attrice. Cominciò anche una battaglia su i diritti d’autore, presto stroncata dalla sua inclusione nella Rock’n’roll of Fame, con tutti i benefici e malefici che un riconoscimento simile può portare. Un fatto positivo fu che un numero crescente di cantanti cominciò ad identificarsi nella Brown, percepita come artista di grandissima esperienza e donna versatile. Bonnie Raitt, per esempio, decise di portarla in tour come ospite d’onore.
In tempi recenti aveva inciso per la Bullseye Records, “A good day for the Blues” (1999) e “R +B = Ruth Brown” (1997), ma forse é meglio cercare qualche ristampa o raccolta dei tempi d’oro, come “Mama he treats your daughter mean” (Rhino Flashback 1997) o “The Best of Ruth Brown” (Atlantic / Wea, 1997) per apprezzare appieno questa cantante carismatica, un altro pezzo di storia della musica Afro-americana che se ne è andato.
La Brown si dileguò negl’anni 60 per consacrarsi alla famiglia per poi tornare sulle scene, nella seconda metà dei settanta, come cantante e come attrice. Cominciò anche una battaglia su i diritti d’autore, presto stroncata dalla sua inclusione nella Rock’n’roll of Fame, con tutti i benefici e malefici che un riconoscimento simile può portare. Un fatto positivo fu che un numero crescente di cantanti cominciò ad identificarsi nella Brown, percepita come artista di grandissima esperienza e donna versatile. Bonnie Raitt, per esempio, decise di portarla in tour come ospite d’onore.
In tempi recenti aveva inciso per la Bullseye Records, “A good day for the Blues” (1999) e “R +B = Ruth Brown” (1997), ma forse é meglio cercare qualche ristampa o raccolta dei tempi d’oro, come “Mama he treats your daughter mean” (Rhino Flashback 1997) o “The Best of Ruth Brown” (Atlantic / Wea, 1997) per apprezzare appieno questa cantante carismatica, un altro pezzo di storia della musica Afro-americana che se ne è andato.
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