Biografia

I Pooh sono un gruppo italiano di musica e con carriera a livello nazionale e mondiale.

Il primo nucleo dei futuri Pooh, che non si chiamano Pooh bensí Jaguars, nasce nel 1962 a Bologna, ad opera del batterista Valerio Negrini e di un giovane chitarrista di estrazione orchestrale, Mauro Bertoli. Dopo vari cambiamenti, alla fine del 1965, si arriva alla prima formazione un po’ piú stabile: Valerio Negrini (batteria), Mauro Bertoli e Mario Goretti (chitarre), Giancarlo Cantelli (basso) e Bruno Barraco (tastiere). Nel 1965 ci sono stati 2 avvicendamenti: Bob Gillot al posto di Bruno Barraco e Gilberto Faggioli al posto di Giancarlo Cantelli.

Nel gennaio 1966 ottengono un contratto con la Vedette, la casa discografica di Armando Sciascia che, avendo perso proprio in quel periodo l’Equipe 84, sta cercando un nuovo gruppo . Poiché però esiste un gruppo romano con lo stesso nome (i Jaguars), e che ha già inciso un 45 giri, si deve trovare una nuova denominazione: quella che viene scelta (su suggerimento di Aliki, segretaria di Sciascia) è ispirata a Winnie-the-Pooh, il famoso orsacchiotto della letteratura per l’infanzia. Ecco che allora nascono i Pooh nel 1966.

In precedenza, era stato prodotto un 45 giri con la denominazione di The Clockwork Oranges, contenente due canzoni cantate in inglese, Ready steady e After tonight (che sono le traduzioni di Prima di cominciare e Notte senza fine, canzoni dell’Equipe 84).

Solo nel 1998, in occasione della ristampa su CD di Contrasto, Valerio Negrini confermerà che sotto quella denominazione si nascondevano, in realtà, i Pooh nella loro prima formazione. I brani, tuttavia, non appartengono alla discografia del complesso.

Nel febbraio del 1966 la band pubblica il primo 45 giri: Vieni fuori (Keep on Running), cover di un brano dello Spencer Davis Group. Poi partecipano al programma televisivo Settevoci, nel quale presentano il brano Quello che non sai, cover di Rag doll dei Four Seasons, pubblicato come lato B di Bikini Beat(secondo 45 giri uscito a maggio), che viene commissionato alla band come jingle pubblicitario da parte di una importante marca di rossetti.

Subito dopo il giovane bergamasco Roby Facchinetti sostituisce alle tastiere Bob Gillot. Nell’Estate dello stesso anno, Riccardo Fogli entra a far parte della band, sostituendo Gilberto Faggioli, che secondo alcuni giornalisti sarebbe stato “cacciato”. L’incontro fra l’ex cantante degli Slenders, un gruppo rock di Piombino, ed i Pooh avviene al Piper di Milano.

Nel tardo autunno, i Pooh partecipano al Festival delle Rose con il brano Brennero ‘66 che però viene censurato dalla produzione in quanto tratta del terrorismo in Alto Adige. Valerio Negrini è quindi costretto a scrivere in fretta e furia un testo alternativo per il brano, che viene presentato come Le campane del silenzio e si classifica all’ultimo posto della kermesse.

Il primo album Per quelli come noi è pubblicato alla fine dell’anno, e presenta le reincisioni delle canzoni uscite su 45 giri eseguite con la nuova formazione piú altri brani; vende oltre 15.000 copie e comprende sei cover e sei brani scritti dal duo Facchinetti-Negrini (che però, non essendo ancora iscritti alla Siae, non firmano le canzoni). Solo nella ristampa su cd del disco i brani verranno accreditati a Negrini e Facchinetti.

Nel 1967, ad aprile, pubblicano il quarto 45 giri Nel buio/Cose di questo mondo e, subito dopo, i Pooh rimangono in quattro; Mauro Bertoli si sposa con una giovane ballerina e decide di abbandonare la carriera musicale. I Pooh resteranno sempre in 4 (fino al settembre 2009).

Nel 1968 ad aprile, i Pooh conoscono per la prima volta l’ebbrezza della hit parade, con il tormentone Piccola Katy (che in origine è il lato B di In silenzio, quinto 45 giri) che sale fino alla quindicesima posizione.

Poco dopo la pubblicazione del disco Mario Goretti se ne va, stanco dei continui spostamenti in giro per l’Italia, e torna nella sua Bologna dove apre un’azienda di amplificatori: lo sostituirà (a settembre del 1968) il giovane chitarrista bolognese Dodi Battaglia, neanche diciassettenne, notato dai Pooh durante una festa bolognese in cui si esibiva con un virtuoso assolo elettrico degli Shadows. Membro dei Meteors (che sono stati anche il complesso di accompagnamento di Gianni Morandi), in “segreto” stava diventando protagonista dell’inimitabile crescita del complesso.

In questo anno, i rapporti fra i Pooh e la casa discografica si incrinano in seguito alla pubblicazione, nel luglio 1968, del loro secondo album Contrasto: fatto uscire di nascosto mentre la band è in tournée, il disco viene ritirato dal mercato poco dopo. Questo album comprende, infatti, soprattutto provini e scarti, oltre al singolo di discreto successo In silenzio/Piccola Katy. Ad ottobre esce il 6° 45 giri Buonanotte Penny, il primo cantato e suonato da Battaglia che però, non riesce ad ottenere il successo del precedente singolo.

Nel 1969 esce il singolo Mary Ann (settimo 45 giri), che partecipa e arriva penultimo al Cantagiro, ed i Pooh vengono etichettati come gruppo easy per le ragazzine, fama che nonostante un prorompente impegno nel prosieguo della carriera non riusciranno mai ad allontanare del tutto. Come reazione a questa “accuse”, nel 1969, esce il terzo album Memorie, che ottiene un ottimo consenso dalla critica ma non un effettivo riscontro dal pubblico. A Novembre esce l’ottavo e ultimo 45 giri con la Vedette: Goodbye Madama Butterfly.

L’album “Memorie” costituisce cosí uno dei primi “concept album” della storia della musica leggera in Italia: per la prima volta nella storia del gruppo, i testi delle canzoni si riuniscono in una trama, dalla quale si delinea una storia di vita dai toni amari e critici; proprio da questo LP dalle atmosfere rarefatte e le melodie malinconiche si iniziano a riconoscere i Pooh che verranno. Il poco riscontro commerciale del disco, unito alla tensione creatasi per la vicenda di Contrasto, spingono il gruppo a non rinnovare il contratto con la Vedette e a cambiare casa discografica.

Nel 1971 i Pooh (Valerio, Roby, Riccardo e Dodi) passano alla multinazionale CBS e con il produttore Giancarlo Lucariello arrivano le prime grandi soddisfazioni. Il singolo Tanta voglia di lei approda al numero uno della classifica in appena due settimane. Lo stesso capita con Pensiero, che vende oltre un milione di copie (nonostante tutti la considerino un pezzo d’amore, il brano parla di un carcerato). Esce il disco Opera prima, un LP che fonde la musica sinfonica (come nel brano omonimo) alla melodia italiana.

Valerio Negrini abbandona la band, pur rimanendo come paroliere e quinto Pooh occulto. Viene sostituito da Stefano D’Orazio, batterista romano che aveva già militato in gruppi comeI Naufraghi (con i quali ha all’attivo un paio di 45 giri ed una colonna sonora) e Il Punto. I Pooh registrano in inglese alcuni dei loro brani: Tutto alle tre diventa The Suitcase e la CBS decide di inserirlo in una raccolta che comprende i migliori artisti del loro vastissimo catalogo. Tanta voglia di lei arriva seconda al Festivalbar.

Nel 1972 (Roby, Riccardo, Dodi e Stefano) il successo diventa mondiale, grazie a singoli di grande effetto e drammaticità come Noi due nel mondo e nell’anima (retro Nascerò con te), Cosa si può dire di te (retro Quando una lei va via). La casa discografica è indecisa su quale dei due singoli puntare maggiormente, cosí, per non fare un torto né all’interpretazione di Dodi in Noi due nel mondo e nell’anima né al sempre piú indolente Riccardo di Nascerò con te, decide di pubblicare il 45 giri come un Doppio Lato A, scegliendo una copertina bianca per la copertina col solo nome del gruppo in primo piano e la foto dei quattro.

A Nascerò con te viene riservato il ruolo di brano da inserire nei juke-box, mentre Noi due nel mondo e nell’anima diventerà la canzone destinata alla promozione radiofonica; da Londra arriva il sintetizzatore, che fa una fugace apparizione proprio in questo brano. L’album Alessandra segna una maggiore presenza di Roby alla voce (fino a quel momento si erano divisi soprattutto Dodi e Riccardo) e vede per la prima volta la firma di Dodi Battaglia come autore delle musiche.
A causa dell’influsso di Lucariello, il complesso mette da parte le sue capacità strumentali per fare posto agli archi dell’elegantissima orchestra di Franco Monaldi. Oltre a ciò, in questo disco il produttore riesce ad imporre (per la prima ed unica volta) che l’album sia composto esclusivamente da canzoni d’amore. È un disco dove scompare quasi totalmente la chitarra elettrica, sostituita prevalentemente dagli arpeggi dell’acustica di Dodi, non ci sono “soli” di chitarra a intralciare i saliscendi orchestrali dei 12 brani dei quali è composto il disco.

La voce di Roby offre interpretazioni sofferte come in Mio padre una sera o La nostra età difficile. A questo punto Riccardo Fogli, decide di lasciare il gruppo per intraprendere la carriera solista. A suo giudizio, infatti, il produttore tende a privilegiare la voce di Dodi a scapito della sua. Il gruppo sembra sul punto di sciogliersi, quando, dopo infinite selezioni tenutesi nella lavanderia di un albergo sull’Appennino tosco-emiliano (inizio del 1973), a Roncobilaccio viene scelto un nuovo bassista, Red Canzian, chitarrista di una band progressive, i Capsicum Red, che all’attivo potevano vantare due singoli ed un apprezzato 33 giri. Red Canzian conobbe i Pooh nel 1971 all’epoca del Festivalbar, e dopo piú di cento bassisti sottoposti a provini, al gruppo venne in mente che questo giovane chitarrista di Treviso sarebbe stato l’ideale.

Nel 1973 (con la nuova formazione che vede Red Canzian sostituire Riccardo Fogli) esce il disco Parsifal, considerato da molti come il piú grande LP del gruppo[senza fonte]. Anticipato dai singoli Io e te per altri giorni e Infiniti noi, questo LP miscela in maniera unica nel panorama italiano il pop sinfonico di derivazione britannica con le melodie sofisticate di Roby Facchinetti (come nell’omonima Parsifal o in L’anno, il posto, l’ora): se lo stile musicale sembra indirizzarli verso paragoni ingombranti come Pink Floyd e Genesis, i coretti dei quattro riportano direttamente ai Beatles e ai Bee Gees. Il brano omonimo segna una tappa importante nella storia del complesso, in quanto la sua seconda parte è esclusivamente strumentale. È questo forse il primo pezzo del gruppo in cui la chitarra solista di Dodi raggiunge, per evidenza e qualità, dei notevoli risultati.

Il brano Lettera da Marienbad è scelto come Lato B del singolo Io e te per altri giorni e lasciato fuori dalla versione 33 giri dell’album, anche se è regolarmente incluso nella tracklist della versione stereootto dello stesso.

Nel 1974, con la raccolta I Pooh 1971-1974, chiudono un’epoca di grandi successi. Vengono inclusi nel disco Se sai, se puoi se vuoi e Per te qualcosa ancora, utilizzati come lato A dei relativi 45 giri, che comprendono pure E vorrei. I brani, ordinati secondo un criterio cronologico abbastanza rigido, mettono bene in evidenza quanto rapida sia stata la maturazione musicale nello stile dei Pooh in questi quattro anni. I due singoli comunque non raggiungono il successo dei precedenti.

Il 1975 è un anno di transizione. Il notevole carico di musica sinfonica nonché liriche spesso oniriche e difficili si fondono in due LP di modesto successo commerciale. Un po’ del nostro tempo migliore si presenta come un LP troppo difficile per il pubblico dei Pooh, abituato a canzoni di rapida presa. L’utilizzo massiccio dell’orchestra, di strumenti come il clavicembalo e di lunghi pezzi strumentali non favorisce certamente un facile passaggio radiofonico. Non vengono estratti singoli, ma rimangono da ricordare brani come Eleonora mia madre con l’esordio di D’Orazio come paroliere ed Il tempo, una donna, la città, un brano di oltre 10 minuti considerato, per la lunghezza, per la maestosità e per una breve coda strumentale come una sorta di bis di Parsifal.

Neanche Forse ancora poesia riesce a vendere come Parsifal, soprattutto a causa di una poco fortunata scelta del singolo da parte del produttore. Ninna Nanna, scelta per promuovere l’album non riesce ad entrare nella top 10 dei singoli. Va detto che gli arrangiamenti a base orchestrale erano stati imposti dal produttore (Lucariello), mentre il gruppo si era pronunciato per degli arrangiamenti acustici. Il disco viene prodotto piuttosto in fretta, è meno difficile e curato del precedente e i Pooh per moltissimo tempo si rifiuteranno di suonare i pezzi di questo Lp nei loro concerti, nonostante la presenza di canzoni amate dai fans, come Un posto sulla strada, Quinta stagione e Cara bellissima.

Dato che Lucariello non riesce piú a perpetuare il successo del complesso, i dissapori si intensificano. Il desiderio di continuare a suonare riducendo l’apporto dell’orchestra porta infine il complesso ad autoprodursi (primo caso del genere in Italia) e a dividersi definitivamente dal produttore che li aveva portati al successo.

Siamo nel 1976: lanciato in orbita da canzoni come Linda (con la quale i Pooh partecipano al Festivalbar, Miguel Bosé la canterà in spagnolo ottenendo il successo) e Pierre, l’album Poohlover segna una netta sterzata rispetto al recente passato. Sono musiche piú solari e suonate dai quattro con arrangiamenti piú ricchi (cosa che permette ai Pooh di crescere come musicisti nonostante resti ancora l’accompagnamento di una sezione d’archi). I testi non si concentrano piú solo sull’amore, ma si avvicinano alla quotidianità ed alle questioni sociali; in Poohlover si parla infatti di omosessuali, prostitute, zingari e carcerati.

Roby, Dodi e Stefano, senza Red, ma accompagnati da Valerio come cantante, aprono a questo punto una parentesi registrando sotto il nome di Mediterraneo System un 45 giri con i brani Ci pensi? e Mezzanotte a maggio.

Nel 1977 partecipano alla colonna sonora dello sceneggiato televisivo La gabbia, con i brani strumentali Risveglio e La Gabbia. La facciata A, Risveglio, deve peraltro una parte della sua popolarità ad uno spot pubblicitario messo in onda in televisione per una nota ditta di cucine componibili.

A partire da quest’anno, inaugurano un’epoca di sfarzo, grandi concerti negli stadi, raggi laser, fumi sul palco, che resteranno per decenni uno dei simboli della band, oltre alla musica ovviamente. In questo periodo partecipano a diverse puntate di Domenica In con Corrado. Anticipato dal 45 estivo Dammi solo un minuto, esce l’LP Rotolando respirando, il primo prodotto dalla nuova casa discografica, la CGD, con la quale i Pooh firmano un contratto dopo essersi distaccati dalla precedente CBS; Rotolando Respirando è un disco carico di energia e vitalità, che spazia abilmente dal pop piú leggero fino alla grande energia rock del brano che dà il titolo all’album, con il noto assolo di Dodi Battaglia, oppure alle note di Ancora tra un anno, brano che ancora oggi è la sigla di chiusura dei loro concerti.

Il disco viene registrato per due volte dato che nella prima sessione erano stati sbagliati completamente i missaggi; per rimediare agli errori tecnici i Pooh scelgono di remixare l’album agli Stone Castle Studios del Castello di Carimate, all’epoca tra i piú all’avanguardia d’Europa.
A febbraio del 1978 esce la raccolta Pooh 1975-1978, composta da 12 brani dei quali 4 mai apparsi su L.P. (Donna davvero, È bello riaverti, La gabbia e Risveglio). Il crescente successo porta i Pooh ad incidere un altro tra i suoi principali LP, Boomerang (1978). Per la prima volta si osservano un uso generoso del sintetizzatore e numerosi virtuosismi alla chitarra elettrica anche nelle parti cantate. Si tratta anche del primo LP in cui si rinuncia totalmente all’accompagnamento degli archi.

Il singolo Cercami e brani come Pronto buongiorno è la sveglia, Ci penserò domani (con il basso fretless di Red in primo piano), Classe ‘58 e Il ragazzo del cielo (Lindbergh) sono pezzi di notevole successo e tra i piú amati di sempre dai fans. Paolo Steffan, già membro dei Capsicum Red e del duo Genova & Steffan, grande amico di Red Canzian, disegna il logotipo tuttora usato dal gruppo.

All’inizio del 1979 esce il singolo Fantastic fly (lato B Odissey), colonna sonora dello sceneggiato televisivo “Racconti fantastici”, tratto dai racconti di Edgar Allan Poe. Nello stesso anno esce Viva e i Pooh vendono oltre 600.000 copie. Brani come Io sono vivo (che rimane in classifica per oltre 51 settimane), Notte a sorpresa, L’ultima notte di caccia, Tutto adesso, In concerto sono a oggi tra i pezzi piú amati e richiesti dai fans. Proprio con Io sono vivo e Notte a sorpresa i Pooh inaugurano la moda di realizzare video promozionali per i 45 giri. I pezzi del disco vengono abbinati alla stagione 1979-1980 del programma televisivo Domenica In.

Nel 1980 i Pooh pubblicano l’album Hurricane, inizialmente pensato per il mercato estero; un disco nel quale i Pooh riarrangiano in inglese i pezzi piú importanti dell’ultimo triennio. Il disco non riesce ad entrare nelle classifiche americane ed inglesi e viene quindi fatto uscire anche in Italia, dove non ottiene successo. Successivamente, il disco …Stop del 1980 inaugura la nuova decade con il 45 giri Canterò per te (il lato B è Stagione di vento) ed altri brani leggendari come Inca, Vienna, Aria di mezzanotte, Ali per guardare, occhi per volare.

A febbraio del 1981 esce la raccolta Pooh 1978-1981 composta da 12 brani dei quali 2 mai apparsi su L.P. (Giorno per giorno, Sei tua sei mia). A settembre del 1981 un altro LP di successo sbarca sul mercato italiano: Buona fortuna, con brani di grande presa sul pubblico come il 45 giri estivo Chi fermerà la musica, Buona fortuna, l’autobiografica Banda nel vento (già lato B del 45 giri) e Dove sto domani, con il caratteristico basso fretless di Red Canzian. Di Chi fermerà la musica viene girato un noto videoclip nel quale i Pooh si scambiano i ruoli raccontando cosí la storia di un gruppo qualsiasi.

Nella primavera del 1982 i Pooh pubblicano il loro primo disco live: Palasport, un doppio vinile registrato durante il tour autunnale 1981, nel quale ripercorrono i loro primi 15 anni di carriera, con due inediti suonati appositamente per la tourneè che sono Canzone per l’inverno e Siamo tutti come noi.

Sempre nel 1982, Gianni Togni, giovane cantautore arrivato al successo grazie a brani come Luna e Semplice, invita i Pooh a cantare nel ritornello di uno dei brani del suo Lp “Bollettino dei naviganti”. Il brano in questione è Saremo noi. I Pooh stavano incidendo nello studio accanto a quello dove Togni e la sua band stavano provando il pezzo. I Pooh conoscono Gianni Togni sin dagli esordi, infatti il cantautore romano apriva i concerti dei Pooh negli anni Settanta, alternandosi al cantautore sardo Piero Marras. Nell’autunno dello stesso anno esce il 45 giri Non siamo in pericolo (lato B Anni senza fiato).

Seguendo la moda dei grandi gruppi dell’epoca, anche i Pooh decidono di andare all’estero, in località tropicali, per incidere i propri lavori. Ne nascono tre dischi meno immediati e diretti dei precedenti; forse i Pooh risentono anche di una certa stanchezza compositiva, comunque il successo della band non sembra incrinarsi, e anche in anni nei quali la crisi del disco si fa sentire, le vendite sono al di sopra della media.

Tropico del nord del 1983 viene registrato negli studi di Montserrat, nei Caraibi. È il primo LP italiano ad essere commercializzato sul supporto CD, con una traccia in piú (Colazione a New York). Per la prima volta, su un disco del gruppo si trova una canzone arrangiata solo vocalmente, si tratta di Solo voci, dove i Pooh cantano senza l’accompagnamento della musica. Nato per celebrare i Beatles di Because, il brano si avvale dello stesso compressore (con le stesse regolazioni) utilizzato dai Fab Four per le registrazioni dei loro dischi. Da ricordare brani come Lettera da Berlino Est, Grandi speranze, Cosa dici di me. Durante le registrazioni di Tropico del nord i Pooh registrano i videoclip delle canzoni del disco, che vengono incluse in uno special distribuito poi su VHS, chiamato L’anno del Tropico, che risulta essere la videocassetta piú venduta dell’anno in Italia.

Da questo LP non vengono estratti 45 giri ufficiali, ma molti brani vengono scelti come singoli promozionali, anche per il mercato estero, dove ad esempio venne commercializzato il singolo di Lettera da Berlino Est-Mezzanotte per te. Dopo un tour nei grandi spazi, i Pooh decidono di intraprendere, sulla falsariga di molti gruppi americani, una tournée nei club piú piccoli, per riprendere confidenza con i suoni e le emozioni dei piccoli spazi, stare a contatto con la gente, sensazione che il gruppo aveva iniziato a perdere suonando a distanza dal pubblico. Il “Club Tour 83” vede i Pooh riproporre dal vivo brani lasciati un po’ in disparte, come Eleonora mia madre, Infiniti noi , Classe ‘58 e La città degli altri.

Durante le registrazioni del disco, Roby trova lo spazio per comporre la maggior parte dei brani che verranno inclusi nel suo primo LP solista, intitolato semplicemente Roby Facchinetti.

Nel 1984 i Pooh volano a Maui, nelle Hawaii per registrare il disco Aloha negli studi di George Benson. Durante il soggiorno hawaiano i Pooh registrano le 9 tracce che compongono il LP, ma una di queste, Canzone per Lilli viene proposta solo nella successiva ristampa dell’album in Cd. Il disco si apre con la positiva Ragazzi del mondo, i testi si fanno piú spigliati e ottimisti che in passato. Il brano Il giorno prima risulta il piú impegnato del disco, parla infatti di un eventuale catastrofe nucleare causata dalla guerra fra le due grandi superpotenze militari dell’epoca. Il brano portante del disco risulterà però essere La mia donna, canzone scritta da Roby in Italia ma arrangiata definitivamente agli studi “Lahina” di Maui. Interpretata dai quattro, suddividendosi il cantato delle strofe, questo brano è diventato famoso soprattutto per il virtuoso assolo elettrico di Dodi Battaglia nel finale strumentale del pezzo. Nel disco si sente la forte presenza del sintetizzatore Fairlight, che caratterizza le ultime produzioni musicali della band. I suoni della batteria campionati fanno capolino in Io vicino, io lontano, l’unico brano dal sapore hawaiano dell’album.

Il successivo tour italiano vede Stefano presentarsi sul palco dotato di una nuovissima batteria elettronica, in sostituzione di quella tradizionale. Gli show dal vivo vengono introdotti dai suoni sintetizzati di Roby sulle note di Selvaggio. Dal soggiorno hawaiano i Pooh portano in Italia uno special di oltre un’ora, che viene proposto in prima serata dalla RAI. Lo special è composto dai videoclip delle canzoni realizzati sull’isola, con i commenti e gli aneddoti degli artisti. È stato commercializzato nel 2003 come primo DVD ufficiale della band. A fine anno esce la quarta raccolta della band, Pooh 1981-1984 e tutto quanto mai apparso su L.P… L’album è doppio ed è composto da 19 brani dei quali 9 mai apparsi su L.P. (7 mai apparsi su CD). La successiva versione CD di questo album doppio sarà divisa in due CD singoli: Pooh 1981-1984 e I nostri anni senza fiato.

Nel 1985 anche Dodi pubblica il suo primo disco solista, Piú in alto che c’è, con la collaborazione di Vasco Rossi nell’omonimo brano. Asia non Asia, dello stesso anno, è il nuovo lavoro dei Pooh, registrato in Giappone, con la modernissima tecnologia del luogo. Ne esce un disco pieno di chitarre sintetiche e tastiere. Il brano Se c’è un posto nel tuo cuore, primo interpretato esclusivamente da Stefano D’Orazio, viene scelto come sigla di chiusura del “Processo del Lunedí”, Se nasco un’altra volta viene invece utilizzata per il lancio del disco e partecipa al Festivalbar. A fine anno esce una raccolta di 4 L.P.: Anthology; che è un’antologia delle prime 4 raccolte.

Nel 1986, per festeggiare i vent’anni del gruppo, esce Giorni infiniti su supporto in vinile completamente bianco. Il suono richiama le origini del gruppo e mescola acustica vecchio stile e nuove tecnologie. Notevole la sezione fiati coordinata da Demo Morselli e composta anche da Amedeo Bianchi e Claudio Pascoli.

L’impegno di questo album, che renderà benissimo dal vivo, è sottolineato da brani quali ad esempio Terry B., ispirata da una vicenda di cronaca accaduta a Milano l’anno precedente con protagonista la modella americana Terry Broome, C’est difficile mais c’est la vie, un brano particolarissimo con una dolce introduzione di pianoforte eseguita da Roby Facchinetti, Venti, un brano autobiografico nel quale i Pooh giocano con il doppio senso cronologico/atmosferico del titolo. Torna anche l’organo Hammond che da un’atmosfera anni sessanta al brano L’altra parte del cielo.

Red pubblica il suo primo lavoro solista, Io e Red che vede la collaborazione di grandi artisti italiani come parolieri (Paolo Conte, Enrico Ruggeri, Roberto Vecchioni, Miki Porru) e interpreti femminili al suo fianco (Loredana Bertè, Delia Gualtiero, Betty Vittori). I Pooh vengono immortalati al museo delle cere di Roma e nominati Cavalieri dal Presidente della Repubblica.
Il tour invernale del 1986 viene impresso su triplo vinile (in tre diverse gradazioni di grigio) ed esce nel 1987 il secondo disco live, Goodbye.

Nel 1987 esce il disco Il colore dei pensieri, e con l’ecologista Acqua dalla luna, i Pooh tornano a parlare di politica, in Dall’altra parte, un brano nel quale si parla del vento di cambiamento che sta attraversando l’Unione Sovietica. Nel complesso risulta un disco molto raffinato.
Nel 1988 con il disco Oasi i Pooh cominciano a collaborare con il WWF. L’impegno sociale dei Pooh continua sulla falsariga del disco precedente: il tema della distruzione del pianeta si rincorre in Nell’erba, nell’acqua e nel vento, il crescere delle discriminazioni razziali in Senza frontiere, senza lasciarsi alle spalle i pezzi melodici che piú hanno contraddistinto il loro stile, come in Che vuoi che sia e la struggente La ragazza con gli occhi di sole cantata da Stefano D’Orazio e ispirata a un suo incontro su un autobus romano (nel brano trasformato in treno).

Nel 1989 i Pooh mettono in commercio, con tiratura limitata, il brano Concerto per un’oasi, un maxi 45 (inciso su vinile verde) il cui ricavato viene devoluto totalmente al WWF. Nello stesso anno esce la raccolta Un altro pensiero.

Gli anni novanta si aprono per il complesso con uno dei pochi successi che ancora mancano alla loro quasi venticinquennale carriera: a marzo vincono il Festival di Sanremo con il brano Uomini soli, che cantano assieme a “Dee Dee Bridgewater” (che inciderà il brano “Angel of the night” cover di uomini soli). Poco dopo uscirà l’album omonimo, che conterrà brani di successo come L’altra donna (scritto e cantato da Dodi Battaglia), Giulia si sposa (scritto da Stefano D’Orazio) e Tu vivrai (in collaborazione con Eros Ramazzotti, Umberto Tozzi, Raf ed Enrico Ruggeri).
Sempre nel 1990, a dicembre, esce una raccolta doppia: 25, la nostra storia. Da questo album nascerà una lunga e fortunata tournèe nei teatri.

Nel 1992 il crescente successo dei Pooh è testimoniato da un disco, Il cielo è blu sopra le nuvole, che come ai vecchi tempi sforna singoli a ripetizione, Maria marea, canzone che uscirà anche su singolo con diverse versioni remix, 50 primavere, Stare senza di te, La mia faccia.
Nel 1993 Roby pubblica il suo secondo lavoro solista, Fai col cuore, un disco raffinato registrato con l’orchestra di Berlino. Nell’album trova spazio un simpatico duetto tra Roby e Valerio (autore di tutti i testi del disco), i due cantano insieme in Facciamo una canzone. Gli arrangiamenti sono affidati a Fio Zanotti. Ne risulta un disco di grande energia, con una batteria suonata magistralmente da Golino, uno dei migliori batteristi della penisola.

Iniziano ad incrinarsi i rapporti all’interno del gruppo, col divieto di Red, Dodi e Stefano a Roby di partecipare al Festival di Sanremo con la canzone “Vivrò”. Con Il cielo è blu sopra le nuvole termina la prima parte della collaborazione di Fio Zanotti e i Pooh. Era iniziata nel 1986, con Giorni infiniti, quando i Pooh avevano lasciato a casa Gianfranco Monaldi per Fio Zanotti, che aveva già collaborato nel lavoro da solista di Dodi Battaglia. Zanotti in questo periodo porta qualche novità, un sound molto piú suonato ed ampio rispetto ai lavori precedenti. Ma è anche troppo attento a ciò che succede intorno a sé e riprende esplicitamente altri arrangiamenti. Amore e dintorni si ispira ai Dire Straits. Nei successivi Il colore dei pensieri e Oasi si ripete la stessa situazione per altri brani. E non è finita, quando i Pooh lasciano Fio Zanotti in un’intervista dicono: «Zanotti riprendeva gli arrangiamenti e i suoni che aveva usato nei nostri lavori in altri suoi lavori». La misura, per il momento, era colma.

Il 1994 è un anno di transizione, i Pooh decidono di tornare in sala di registrazione per la pubblicazione di un nuovo CD di inediti. Red Canzian sceglie gli studi di registrazione di Villa Condulmer nel Veneto, uno spazio lontano dalla città ed il caos frenetico di Milano, una villa dove potersi rilassare nel verde della pianura della sua regione. Prende forma cosí Musicadentro, un album arrangiato da Dodi Battaglia in maniera molto energica, suonato quasi per intero in presa diretta, con l’intento di trasportare su CD tutta l’energia della band, come se fosse un disco suonato dal vivo.

La confezione del disco viene studiata a tavolino dai Pooh e dalla casa discografica, e ispirandosi con molta probabilità al “metal box” dei Public Image Limited decidono di inserire il CD in una scatola metallica rotonda. Per la promozione radiofonica vengono scelti come singoli Le canzoni di domani e A cent’anni non si sbaglia piú, dei quali vengono realizzati anche dei videoclip, il primo ritrae i Pooh suonare in un capannone, il secondo li vede truccati da “Pooh anziani”, un video divertente e molto originale. Particolare il messaggio di Le canzoni di domani, che in origine Valerio aveva intitolato Canzone sbagliata, è infatti un invito al pubblico a rimboccarsi le maniche dopo la cupa stagione di Tangentopoli che ha visto l’Italia dei potenti messa a terra dal terremoto politico dell’anno precedente, “…falle tu le canzoni di domani…” cantavano i Pooh nel 1994.

Il disco nonostante tutto non riesce a sfondare presso il pubblico, manca una hit forte che possa trascinare le vendite dell’album, che si assestano intorno alle 100.000 copie, risultando di fatto il disco meno venduto dai Pooh da quando sono passati ad una major nel 1971. La colpa è da attribuire ad un disco pretenzioso, dove a melodie interessanti non corrispondono testi all’altezza e soprattutto alla frenata creativa del gruppo, meno ispirato che in passato. Dodi Battaglia scrive Dietro la collina, Senza musica senza parole, brano dal sapore latino con un testo di Stefano che fa sí che ogni frase sia concatenata alla precedente attraverso l’ultima parola. Un leone in paradiso è una dedica al padre Medardo, scomparso in quell’anno. È Roby Facchinetti a scrivere come sempre i brani alla lunga piú interessanti, Vorrei, Non ho bisogno di te ed E non serve che sia Natale.

Nel 1995 a maggio esce il loro terzo album Live, doppio, dal titolo Buonanotte ai suonatori (il brano omonimo è l’unico inedito).

Nel dicembre dello stesso anno esce una raccolta per festeggiare gli imminenti 30 anni di carriera: si chiama PoohBook, ed è composto da 6 cd per un totale di 86 brani.

Red Canzian pubblica il suo primo libro intitolato Magia dell’albero. Stefano D’Orazio decide di far pubblicare una fanzine, il Poohnews, che da Musicadentro in poi ha raccontato gestazione, aneddoti e curiosità di ogni lavoro della band in uscita.

I Pooh tornano alla ribalta grazie al disco Amici per sempre, del 1996, che lancia in orbita brani come Amici per sempre, La donna del mio amico, Cercando di te. I nuovi Pooh rimangono fedeli alla lora musica, rinnovandosi negli arrangiamenti, seguendo in parte la moda del momento. Ironia della sorte, nonostante il titolo, questo sarà il disco con la gestazione piú difficile di tutta la storia dei Pooh. I quattro, infatti, quasi non si parlano, ogni occasione è buona per litigare e la “macchina della musica” sembra sul serio arrivata al capolinea. Dodi minaccia di andarsene e registra il disco separatamente rispetto al resto del gruppo. Fortunatamente il buonsenso dei quattro ed il successo ottenuto dal nuovo album scongiurano la fine dell’avventura.
Gli arrangiamenti del disco vengono affidati ad Emmanuele Ruffinengo, giovane arrangiatore collaboratore di grandi Star internazionali e già con i Pooh durante le sessioni di registrazione di Uomini soli ed il successivo tour. Tocca proprio a Ruffinengo il compito di rinverdire i fasti del gruppo dopo il recente insuccesso discografico di Musicadentro, ed i suoni attualissimi e molto rock sembrano dargli ragione, il disco è uno dei piú apprezzati e suonati dalle radio, ricevendo un vastissimo consenso anche dal pubblico, che viene attirato all’acquisto del CD grazie ad una particolare traccia CD-ROM che propone interessanti informazioni sul gruppo e sulla sua storia. Si tratta della prima traccia interattiva su un CD musicale mai prodotta in Italia. I Pooh sono pionieri nel campo dell’innovazione tecnologica in Italia, come già successo nel 1983 quando furono i primi artisti italiani a pubblicare un album su supporto CD, Tropico del nord.
Nel febbraio 1997, per festeggiare il trentennale dei Pooh, esce per i “Mondadori” la prima biografia mai realizzata nella storia del gruppo. Si intitola “Quello che non sai”, come un loro celebre successo degli anni sessanta, ed è curata dal giornalista e critico Franco Dassisti. Uno sguardo disincantato dentro i meccanismi che hanno permesso al gruppo di sopravvivere anche alle crisi piú difficili. Il libro è un successo straordinario, e si colloca per sei settimane consecutive al secondo posto delle classifiche di vendita librarie, battuto solo dal bestseller di Susanna Tamaro “Va dove ti porta il cuore”.

Nel novembre del 1997 c’è il tempo per un’altra raccolta, una doppia antologia intitolata The Best of Pooh che raccoglie 28 grandi successi estrapolati dal vastissimo catalogo del gruppo, piú due brani inediti registrati per l’occasione, Brava la vita, che viene scelta per girare un videoclip promozionale e Non lasciarmi mai piú che alla lunga sarà il piú fortunato tra i due pezzi, rimanendo nella memoria dei fans. Brava la vita viene registrata anche in una particolarissima versione acustica, affidata ad una giovane interprete, Sabrina Stilo.

Nel 1998 è tempo di chicche per collezionisti. Esce infatti Un minuto prima dell’alba, che altro non è che il primo CD dei 6 che componevano l’elegante cofanetto del Poohbook uscito tra il 1993 ed il 1995. I Pooh che dal 1990 sono tornati in possesso di una parte del loro catalogo degli anni 60, decidono di pubblicare i migliori pezzi di quegli anni in versione riarrangiata e ricantata in chiave moderna, con gli attuali membri della band a cimentarsi su brani passati nel dimenticatoio della memoria, come Brennero 66 , E dopo questa notte e La solita storia.
Nel 1999 esce Un posto felice, un lavoro giudicato troppo debole, che però ha il pregio di piacere al pubblico; singoli come Dimmi di sí, Se balla da sola e Mi manchi sono tra i pezzi piú importanti del 1999 e permettono ai Pooh di partecipare al Festivalbar e di riempire piazze e stadi, ritrovando quel feeling col grande pubblico che sembrava smarrito dopo qualche passo falso a metà degli anni novanta. In particolare, la già citata Dimmi di sí di Stefano D’Orazio si distingue per via del suo suono Eurobeat anni settanta, che parzialmente anticipa i successivi lavori del gruppo.

Complice un tour al di sopra di ogni piú rosea aspettativa, i Pooh danno a Mediaset la possibilità di trasmettere in differita l’ultima tappa della loro tournée estiva, che fa tappa nella città di Arezzo. Del concerto viene anche ricavata una VHS che comprende tutto il concerto e alcune scene riprese nel backstage (su Mediaset erano state tagliate alcune canzoni per esigenze di spazio). Mediaset aveva, tra l’altro, già trasmesso nel 1991 il concerto del venticinquennale, tenutosi nel settembre di quell’anno all’Arena Garibaldi di Pisa. In quell’occasione si trattava dell’ultima data del Tour estivo di 25: la nostra storia.

Il millennio si chiude con Cento di queste vite (2000) che torna al suono degli anni settanta, un lavoro interessante che sicuramente mostra piú impegno e carattere rispetto al precedente. Da questo disco vengono estrapolati molti singoli, tra i quali spiccano Stai con me, I respiri del mondo, Un grande amore e il brano di chiusura, Puoi sentirmi ancora, canzone dedicata ad una fan tragicamente morta in un incidente stradale, pezzo con una coda strumentale.

Nel 2001, per festeggiare i 35 anni di carriera, i Pooh decidono di pubblicare una raccolta celebrativa, Best of the Best, presentata in due versioni: la prima, è composta da un doppio CD; la seconda da un unico CD, che comprende una traccia “live” estratta dal tour Cento di queste vite. In entrambe le versioni sono presenti tre inediti. Portami via, scritto da Red Canzian, è il singolo destinato alla promozione radiofonica e al mercato dei singoli. Il secondo inedito è E arrivi tu, una dolce ballata scritta da Dodi Battaglia su testo di Stefano D’Orazio. Il brano, pur essendo di ottima fattura, passa quasi inosservato in radio, nonostante i Pooh lo includano nel Tour destinato a girare l’Italia per promuovere il disco. Il terzo inedito è Figli, una anticipazione di quello che sarà l’anno successivo il disco di Pinocchio.

Nella raccolta, la versione di Figli è arrangiata molto piú rock rispetto alla versione successiva presentata nel Musical. Nel tour di Best of the Best i Pooh presentano, in versione strumentale, il brano d’apertura del Musical, C’era una volta. Nell’agosto del 2002 ricevono il “Premio Miglior Gruppo Italiano” della rassegna del miglior live Fatti di Musica diretta da Ruggero Pegna, riconoscimento che riceveranno anche in successive edizioni.

I Pooh iniziano a gettare le basi sul progetto musical. La regia dello spettacolo è affidata a Saverio Marconi. In origine, l’idea del Musical prevedeva una storia completamente diversa da quella portata in scena, infatti Roby stava scrivendo delle musiche sull’idea di Gabriel, un messia del futuro immaginato dallo stesso Facchinetti. Vista la difficoltà ad intrecciare le musiche con la storia, Saverio Marconi consiglia ai Pooh di scegliere un altro soggetto e questo viene trovato in Pinocchio, uno dei libri piú letti al mondo che è appena tornato sugli schermi con il film di Roberto Benigni.

Da questa esperienza verrà estratto il disco Pinocchio, del 2002, nel quale i Pooh racchiudono gli 11 brani piú rappresentativi dello spettacolo, che possono avere una loro vita anche al di fuori della rappresentazione teatrale. Il musical, portato in scena dalla Compagnia della Rancia, diventa uno degli spettacoli piú visti degli ultimi anni e viene replicato in tutta la penisola. Per la prima assoluta dello spettacolo, viene costruito il Teatro della Luna , vicino al Forum di Assago, vicino a Milano. Nel cast, oltre al protagonista Manuel Frattini (Pinocchio), troviamo: Pietro Pignatelli (Geppetto), Simona Patitucci (Volpe), Felice Casciano (Gatto), Mauro Simone (Lucignolo), Andrea Verzicco (Grillo), Marco Brancato (Direttore del Circo), Arianna (Fata Turchina), Roberto Nencini (Mangiafuoco) e anche Lena Biolcati (Angela), ex compagna di Stefano D’Orazio e cantante abbastanza nota negli anni Ottanta.

Il disco di Pinocchio ottiene buoni consensi dalla critica, ma le vendite sono inferiori rispetto ai dischi precedenti. Curiosità in quanto Renato Zero partecipa al coro. Il singolo di lancio, distribuito anche come CD singolo è Il paese dei balocchi, successivamente dal CD verranno estratti altri singoli destinati alla programmazione radiofonica come Voglio andare via, Vita, Un vero amico.

Nel 2003 viene pubblicato Pinocchio-il grande musical, un doppio CD con le musiche dello spettacolo, suonate da un giovane gruppo di musicisti ed interpretate dai protagonisti del musical. L’unico intervento dei Pooh nel disco è la chitarra acustica di Dodi Battaglia su Vita. La batteria è suonata dal figlio di Red Canzian, Philipp.

Nello stesso anno Dodi pubblica un CD strumentale molto originale ed interessante, D’Assolo, registrato con la chitarra acustica appositamente costruitagli dalla Maton, un disco dai suoni mediterranei ed interamente suonato dallo stesso Dodi, con la batteria ottenuta battendo sulla cassa della chitarra. Il brano Primavera a New York era stato scritto dallo stesso Battaglia piú di vent’anni prima della pubblicaziona, ma non aveva mai trovato spazio nella discografia del gruppo. Al disco collaborano alcuni mostri sacri della chitarra italiana, Franco Mussida e Maurizio Solieri, che suonano nel brano Nordinfesta. La spinta definitiva alla pubblicazione del disco arriva da Roby Facchinetti che sentendo i 10 brani di Dodi lo convince a presentarlo sul mercato discografico. Il disco viene presentato live a RadioItalia, negli studi di Cologno Monzese ed al Teatro Agorà di Cernusco sul Naviglio.

Sempre nel 2003, esce il primo DVD dei Pooh, Aloha, con i filmati restaurati realizzati durante il soggiorno hawaiano del 1984. Il DVD comprende i sette videoclip promozionali girati per lo speciala andato in onda per la RAI. Dal disco manca solo Tempi migliori.

In questi anni i Pooh ottengono una nuova notorietà anche tra i giovanissimi, grazie alla sitcom Camera Café, dove uno dei personaggi protagonisti, Paolo Bitta (interpretato da Paolo Kessisoglu, loro amico) è un accanito fan del gruppo, e spesso intona loro canzoni nel corso degli episodi; gli stessi Pooh hanno partecipato come guest star a ben tre episodi della serie (Arrivano i Pooh, I 40 anni dei Pooh e La guerra dei Pooh).

Nel 2004, dopo quasi quattro anni d’assenza, i Pooh tornano nei negozi con un nuovo CD intitolato Ascolta come l’omonimo brano che apre l’album. Il disco, realizzato con la collaborazione dell’arrangiatore Fio Zanotti, che in questo caso si guadagna i gradi di co-produttore, è il piú lungo fin qui prodotto dai Pooh, ben 14 brani per oltre un’ora di musica.
È oramai qualche tempo che i Pooh sono diventati un’azienda, che non si può permettere di fare un errore discografico. La forza dei quattro si esprime con l’impasto vocale, le melodie di Roby Facchinetti, la creatività e l’apertura musicale di Red Canzian, l’organizzazione di Stefano D’Orazio, e il talento di Dodi Battaglia alla chitarra. La ragazza fotografata sulla copertina del disco è Chiara, figlia di Red Canzian, in posa all’acquario di Genova.

L’uscita del disco è preceduta dal singolo Capita quando capita, una hit molto commerciale e sbarazzina dal quale viene ricavato un videoclip girato nel centro di Verona, città molto cara agli ultimi videoclip del gruppo; anche il recente video di La grande festa è stato girato per le vie della città scaligera. Successivamente vengono estratti numerosi singoli radiofonici, Ascolta con l’inconfondibile rumore dell’acqua in sottofondo, Per dimenticare te, Scusami, e l’ironica e autobiografica Dove sono gli altri 3.

Il 18 novembre 2005 esce poi il nuovo lavoro discografico dei Pooh, un doppio CD, La grande festa, una raccolta di grandi successi piú due brani inediti: La grande festa e Destini. Il tour del quarantennale porta in scaletta oltre 40 canzoni che ripercorrono la storia della band da Vieni fuori, primo 45 giri pubblicato nel 1966, fino al recente La grande festa, registrato nel settembre del 2005 con l’ausilio di oltre 40 coristi scelti tra i fan del gruppo, in occasione di una selezione partita con l’annuncio presente sul sito internet del gruppo. Sempre a novembre esce un libro riguardante i loro imminenti 40 anni di carriera: “La grande storia 1966-2006”, edito da Giunti e scritto da S. Neri.

In occasione dei campionati mondiali di calcio del 2006, tenutisi in Germania a partire dal 9 giugno, i Pooh hanno inciso l’inno della nazionale italiana, dal titolo Cuore azzurro, il cui ricavato viene interamente devoluto in beneficenza. La tournée estiva prevede alcuni cambiamenti in scaletta rispetto a quella invernale, viene tolto un medley elettrico e subentra la versione acustica di Cuore azzurro. In molte date, insieme al gruppo, cantano alcuni telecronisti RAI presenti al mondiale tedesco. Il 9 settembre del 2006 i Pooh sono tornati a suonare nella cornice storica dell’Arena di Verona, mentre il concerto di Padova del 22 settembre viene ripreso dalle telecamere per permettere la realizzazione di un DVD live del concerto. Sempre nel 2006 è stato lanciato da tutte le radio il primo dei due nuovi brani inediti dal titolo Il cielo non finisce mai, quale anticipazione del CD +DVD live intitolato Noi con voi. Il titolo dell’altro brano inedito è L’amore costa.

Nel marzo del 2007 esce Noi con voi - in versione integrale (2 CD), con 45 canzoni live piú i due inediti già presenti nel Noi con voi uscito a novembre. Contemporaneamente viene pubblicato anche il doppio DVD contenente tutto il concerto di Padova, tenuto davanti a oltre 150 mila persone, con circa 20 minuti di back-stage.

Il 1 febbraio 2008 esce Beat ReGeneration, un album di cover ispirato ai lavori di altri complessi del periodo degli anni sessanta-inizio anni settanta. Il primo singolo estratto è La casa del sole (dei Los Marcellos Ferial), a sua volta traduzione della piú celebre The House of the Rising Sun, già eseguita in diverse versioni da vari artisti di calibro. Tra i brani piú famosi si ricordano inoltre 29 settembre, nota tra l’altro per l’esecuzione dell’Equipe 84; gli altri singoli estratti sono Nel cuore, nell’anima e Un ragazzo di strada.

Il disco viene portato in tour nella primavera e nell’estate dello stesso anno. Grande successo in particolare per il concerto gratuito del 19 agosto a Reggio Calabria che vede la partecipazione di oltre 100.000 persone e la diretta audio e video di RTL 102.5. Il tour 2008 sarà l’unico organizzato per i Pooh dalla Milano Concerti, affiliata alla multinazionale Live Nation (che ha già appoggiato artisti italiani come Paola e Chiara). Dopo tale breve esperienza il complesso torna infatti all’agenzia Di Palma-Cusolito.

Sempre in tema di cover, nel 2008 e nel 2009 i Pooh partecipano a tre dischi di altri artisti. Con i Neri per caso, nell’album Angoli Diversi, reinterpretano la loro Piccola Katy. Con Ornella Vanoni, nell’album di duetti Piú di me, cantano Eternità dei Camaleonti e della stessa Vanoni. Infine, nel 2009, incidono con Claudio Baglioni una versione riarrangiata di Che begli amici, storico brano del cantautore romano riproposto nell’album Q.P.G.A. uscito a novembre dello stesso anno.

A metà aprile 2009 le agenzie stampa hanno battuto la notizia che, successivamente all’uscita di un nuovo disco dal titolo Ancora una notte insieme (2 CD), prevista per l’8 maggio, ed il successivo tour in partenza il 18 luglio dalla Reggia di Caserta, il batterista Stefano D’Orazio intendeva lasciare il gruppo dopo 38 anni di sodalizio. Il tour, il cui numero di date è cresciuto in corso d’opera (da 4 a 38), è stato chiuso da due serate speciali al Forum di Assago, la seconda delle quali trasmessa in diretta radiofonica da RTL 102.5 e oggetto di ripresa televisiva e collegamenti in diretta nella trasmissione televisiva X Factor su Rai 2. Dal 1º ottobre 2009 i Pooh sono rimasti in tre: Roby, Dodi e Red.

Il Premio Videoclip Italiano, manifestazione del settore videomusicale, ha assegnato il premio Speciale al videoclip Ancora una notte insieme per la regia di Andrea Falbo e Andrea Gianfelice.
Il 26 novembre esce un libro che ripercorre i quasi 44 anni di carriera della band: I nostri anni senza fiato, edito da Rizzoli.

Nel febbraio 2010 i Pooh annunciano l’uscita di Aladin, musical scritto da Stefano D’Orazio con la partecipazione dei suoi tre ex colleghi, autori delle musiche: il gruppo lavorava al progetto già da prima della decisione del batterista di lasciare i Pooh. Il 5 marzo esce il DVD contenente le riprese dell’ultimo concerto ad Assago del 28 e del 30 settembre.

In una conferenza stampa tenuta il 3 marzo 2010 (data scelta per i riferimenti al numero 3 nel giorno, nel mese e nella somma delle cifre dell’anno) i Pooh rivelano i propri progetti futuri, annunciando la prosecuzione dell’attività del gruppo con una formazione a tre (collaudata con due concerti in Canada al Casinò Fall View, vicino alle Cascate del Niagara), e l’intenzione di avvalersi di un turnista alla batteria, nello specifico Steve Ferrone, già batterista per artisti internazionali come Eric Clapton, Bee Gees, Tom Petty e George Harrison. Steve Ferrone suona dunque nel nuovo album, Dove comincia il sole, uscito nell’ottobre. Nel tour Dove comincia il sole, previsto per lanciare l’album, i Pooh suonano, oltre che con Ferrone, con un chitarrista e un tastierista supplementari (rispettivamente Ludovico Vagnone e Danilo Ballo[2]) scelti fra i nomi piú noti del settore. Il tour è iniziato il 23 novembre a Rimini, per continuare poi il 25 novembre a Eboli, 27 novembre a Roma, 28 novembre a Livorno, 30 novembre a Milano, 2 dicembre a Conegliano (Treviso), per concludersi il 3 dicembre a Mantova. Il tour poi prosegue nel 2011 toccando altre città italiane.

Il singolo tratto dal nuovo album, intitolato Dove comincia il sole è una suite musicale rock con liriche e atmosfere che riportano il gruppo a opere come i loro Parsifal e Il tempo, una donna, la città. La versione presente nell’album è divisa in due parti, una di sei minuti cantata e una di cinque strumentale.

Nel 2012, assistiti dal batterista Phil Mer (noto anche per la sua presenza nel gruppo Capsicum Tree) e dal maestro Danilo Ballo, i Pooh pubblicano Opera Seconda, album che contiene 11 canzoni del passato, riprese però in chiave orchestrale perciò a volte con radicali riarrangiamenti. Il disco è stato registrato con l’Ensemble Symphony Orchestra (che consta di 67 elementi) e sono presenti due duetti: uno con Claudio Baglioni e l’altro con Mario Biondi. La copertina di questo cd è un rimando al simbolo “forte”, incluso nella simbologia delle partiture musicali, inteso dal gruppo come simbolo dell’energia sprigionata dalle canzoni riarrangiate.

Autore modifica: Cagnazzi_95 (data: Nov 8 2012, 14:15)

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