Biografia

I Paradise Lost sono una band doom/gothic metal brittanica, nata ad Halifax nel 1988, ad opera del cantante Nick Holmes e del chitarrista Greg Mackintosh, entrambi appassionati di heavy metal ed innamorati delle sonorità di gruppi come Bauhaus e The Mission, che eserciteranno una forte influenza sul loro modo di comporre.

Dopo l’incisione di diversi demo, la band firma un contratto con la Peaceville per la pubblicazione del primo album. Nel febbraio 1990 la band debutta con Lost Paradise, disco caratterizzato da sonorità molto violente, che risente delle pesanti influenze dei Celtic Frost e più in generale del death metal di Death e Obituary, annoverato tra i più rappresentativi del death doom.

Nel marzo 1991 il gruppo pubblica il secondo album, Gothic, disco che, da un lato, segue le sonorità del precedente lavoro e che, dall’altro, anticipò le caratteristiche peculiari del gothic metal, come le linee vocali femminili intervallate dal growl maschile, oppure le melodie sinfoniche di tastiera. Caratteristiche che poi furono la base fondante della musica dei Theatre of Tragedy, che poi furono fra primi interpreti del cosiddetto gothic metal beauty and beast.

Dopo aver firmato un nuovo contratto con la Music for Nations, sotto la guida del produttore Simon Efemey (Amorphis, Obituary, Napalm Death) viene inciso Shades of God (1992), album che segna un netto miglioramento nel songwriting, e prende le distanze dal death metal per muoversi verso una direzione non ancora definita. Questo disco è considerato l’ultimo album dei Paradise Lost “vecchio stile”, in quanto il gruppo, dall’album successivo, si imbarcò in una evoluzione musicale irreversibile, che portò una certa ostilità da parte dei vecchi fan ma, allo stesso tempo, simpatie da parte di nuove schiere di ascoltatori. I Paradise Lost resero il proprio sound meno ruvido, iniziando ad abbandonare il death doom degli esordi e spostandosi verso un gothic metal calmo e malinconico. Questa nuova scelta fu concretizzata con Icon (1993), che ottenne un buon successo di pubblico facendo entrare la band nel mainstream, ma che, allo stesso tempo, segnò l’inizio delle contestazioni lanciate dai sostenitori degli esordi.

Nel 1994 Matthew Archer (batteria) lasciò la band e fu sostituito da Lee Morris, ex batterista dei Marshall Law.

Con Draconian Times (1995), i Paradise Lost proseguirono nella loro svolta stilistica, realizzando quello che, a tutt’oggi è il loro lavoro di maggior successo commerciale. E’ questo infatti il disco che porta la band ai vertici del successo europeo, soprattutto in Germania e Grecia. Durante il tour la band fu costretta persino a suonare in più di un’occasione con un nome diverso, The Painless, per evitare la ressa che c’era abitualmente nei club.

La vena più cupa e innovativa della band riapparve nell’album One Second pubblicato nel 1997, nel quale sperimentarono strumenti elettronici. In questo disco la matrice metal del gruppo viene messa da parte, e a prendere il sopravvento è l’anima darkwave: chitarre ovattate e cristalline, ritmi meno tirati, inserti elettronici e concessioni al pop anni ‘80 di gruppi come Sisters of Mercy e Depeche Mode.

Il best of Reflection (1998), segnò la fine dell’era Music for Nations, poiché la band firmerà un contratto con una major, l’EMI, sotto cui uscirà Host (1999), il loro album di maggior sperimentazione. La voce di Holmes subì un cambiamento radicale, passando ad una timbrica pulita e melodica. Lo stile gothic rock intrapreso con One Second muterà in sonorità synthpop. Questa formula produsse alienazioni ancor più forti da parte di molti loro fan, ma permise al gruppo di poter allargare il proprio pubblico, tanto da approdare anche su MTV.

Il nuovo millennio porterà la band a riavvicinarsi alle origini, a partire da Believe in Nothing (2001), prodotto da John Fryer (Nine Inch Nails, HIM), segnato dal ritorno prepotente delle chitarre elettriche, insieme all’elettronica ereditata da Host.

La fine del contratto con l’EMI chiude l’era synthpop. Infatti l’album del 2002, Symbol of Life, pubblicato su etichetta GUN Records, segnò già un piccolo ritorno al gothic metal, riportando molti fan di vecchia data alla corte della band inglese. Nel 2004 Lee Morris (batteria) lasciò la band e venne sostituito da Jeff Singer, che ha suonato in Paradise Lost (2005).

Nel 2007 la band firma un nuovo contratto con la Century Media, con cui ha pubblicato In Requiem, album che segna un ritorno alle sonorità prettamente gothic della fase intermedia della loro carriera. Nello stesso anno, i Paradise Lost intraprenderanno un tour con i Nightwish in Nord America, con i Type O Negative in Europa e saranno presenti al Download Festival.

Nel 2008 il batterista Jeff Singer lascia il gruppo e, dopo pochi mesi, viene ufficialmente sostituito con Adrian Erlandsson (ex Cradle of Filth, At the Gates e The Haunted).

Faith Divides Us - Death Unites Us è l’ultimo album, uscito il 25 settembre 2009. In questo disco tornano le sonorità doom del passato, con uno stile di voce non lontano dal growl dei primi album, alternato a una voce pulita o rauca.

Il 18 settembre 2010 sono stati headliner all’Ozzfest alla The O2 Arena di Londra.

Nel 2011 è stata pubblicata la reissue dell’album Draconian Times, il cui rilascio è stato anticipato da 7 date in tutta Europa in cui è stato eseguito l’intero album. La data di Londra del tour è stata registrata per il live Draconian Times MMXI.

Autore modifica: VirtualWayOfMe (data: Mar 11 2012, 23:44)

Tutti i contenuti forniti dagli utenti su questa pagina sono disponibili in base ai termini della licenza Creative Commons Attribution/Share-Alike.
I contenuti potrebbero essere concessi in licenza anche in base ai termini della GNU Free Documentation License.

Dati principali

Generati da informazioni formattate nella wiki.

Nessuna informazione su questo artista

Questa è la versione 6. Visualizza quelle precedenti, oppure commenta questa wiki.

Puoi anche visualizzare un elenco di tutte le modifiche recenti alle wiki.