Osvaldo PUGLIESE è il compositore e il direttore d’orchestra di tango forse più onorato a Buenos Aires, non solo per le immense qualità artistiche grazie alle quali ha coniugato nel suo tango sentimento popolare e alta creatività d’avanguardia, ma anche per l’alto profilo della sua figura, per l’impegno umano e politico pagato più volte col carcere. Il suo percorso musicale ha abbracciato 70 anni e la sua musica ha conquistato i cuori di quattro generazioni.
Le ragioni del suo successo risiedono nella sua grande capacità a tenersi sempre al passo col sentire del paese e nella sua infinita creatività. “Il mio maggiore maestro è stato sempre il paese”, dichiarò.

Osvaldo Pedro Pugliese nasce a Buenos Aires il 2 Dicembre del 1905, figlio di operai.
Il padre Adolfo, operaio e flautista, gli da le prime lezioni di musica. A nove anni, Osvaldo suona il violino ad orecchio, studia piano al conservatorio. A15 comincia a guadagnarsi da vivere come pianista suonando l’accompagnamento musicale per film muti nei teatri.
Inizia la sua carriera di pianista debuttando “al Café de La Chancha” poi si unisce al sestetto di Paquita Bernardo; compie un lungo apprendistato in altre orchestre, è nel quartetto di Enrique Pollet, nell’orchestra di Roberto Firpo e in quella di Pedro il Mafia, nel 24 compone “Recuerdo” uno dei tanghi più celebri di quelli da lui composti nel ‘29 insieme al violinista Elviro Vardaro forma il gruppo Vardaro-Pugliese che debutta al café Nacional con la collabora poeta Eduardo Moreno autore delle parole di “Recuerdo”; successivamente, Pugliese forma un gruppo - durato solo due mesi -con il violinista, Alfredo Gobbi, il giovane bandoneonista Aníbal Troilo. Nel 1934 collabora con il bandoneonista Pedro Laurenz e compone di alcuni tangos, fra questi “La Beba”. Nel 1936 partecipa al gruppo di Miguel il Caló e di De Caro. A partire dal 1938 Pugliese tenta di formare nuovi gruppi che non si consolidano e tentò senza esito di costruire una cooperativa di lavoro che fosse l’espressione delle sue idee comuniste.

Nel 1939, a 33 anni, formò finalmente un’orchestra propria e all’altezza delle sue intenzioni: l’ 11 agosto 1939 l’orchestra Pugliese debutta al café Nacional col cantante Amadeo Mandarino successivamente sostituito dal cantante Augusto Gauthier

Pugliese finalmente diviene guida, pianista ed arrangiatore della sua orchestra che questa volta funziona, secondo le sue intenzioni, come società cooperativa. In quegli anni la nascente orchestra Pugliese passa da un Café del Barrio di Villa Crespo alla radio più importante del momento, El mundo: mediante la radiodiffusione Pugliese si conquista un pubblico di fedelissimi fanatici del suo stile e affiliati al Partito Comunista. In poco tempo, Pugliese diventa il beniamino dei sobborghi cittadini. La classe operaia va in paradiso coi suoi ritmi e con le sue storie drammatiche affidate alla voce di Moràn. Il suo successo è un misto di ammirazione musicale e politica. Proprio per questo subito dopo nel decennio peronista (dal ‘45 al ‘55) aumentano i fermi “politici” e la censura alla sua attività; ma, anche se per molti anni la censura politica ha vietato la radiodiffusione l’orchestra del Osvaldo Pugliese, questo non è mai riuscito a diminuire la sua grande popolarità.

La continuità nel suo lavoro - la sua orchestra ha compiuto 60 anni di attività ininterrotta - ha permesso infatti a Pugliese di creare una orchestra unica nelle sue sonorità; grazie al suo continuo lavoro sugli arrangiamenti e sulle caratteristiche del bandoneòn e grazie con l’apporto di colleghi musicisti unici egli è riuscito consolidare la sua concezione del tango; fondamentale sarà il contrabbassista Aniceto Rossi, importante per l’orientamento ritmico che cercava; fondamentale fu anche il bandoneon di Osvaldo Ruggiero che è rimasto con Pugliese dal ‘39 al ‘68 profondamente “consustanciado” con il direttore.
Lo stesso può dirsi del violinista Enrique Camerano, nato - disse qualcuno- per suonare con Pugliese. In questo primi anni Pugliese si affermava come il più fedele esponente dello stile decareano, ma con una marcación ritmica particolare, attraente per i ballerini e che non sacrificava la qualità.


Di massima importanza per l’Orchestra Pugliese fu l’arrivo, nel 1943, di Roberto Chanel, cantante robusto, dalla voce nasale e dallo stile “compadrito ” con cui nel 1943 incise 31 brani.
Cercando un cantante che fosse l’opposto di Chanel, Pugliese successivamente introdusse nella sua orchestra il cantante Alberto Morán, dalla vocalità drammatica e sensuale, con la rara attitudine alla mezzavoce e perfetto “acople” con l’accompagnamento orchestrale. Il suo fascino sulle donne non è stato eguagliato da nessun altro cantante. Rimangono di Morán ha 48 canzoni registrate. Invece Jorge Vidal, altra voce impostante nella storia dell’orchestra Pugliese, incise solo 8 brani fra 1949 e 1950. Fra successivi cantanti che si susseguirono anche se con i repertori di qualità irregolare, ricordiamo Jorge Maciel e Miguel Montero. Nel decennio del ‘40 Pugliese incide alcuni temi strumentali propri con i quali anticipa l’avanguardia.

E’ il caso de “La yumba”(trasformatasi ben presto in una specie di inno della sua orchestra), di “Negracha” e di “Malandraca”. Negracha” y “Malandraca”. Per questi suoi precedenti si considera Pugliese un precursore nell’uso della sincope e del contrappunto ancor prima di Horacio Salgán e di Astor Piazzolla.
Ha composto centinaia tanghi e milonghe, (Protocollando, La Beba, Adios Bardì, El encopao, El frenopático, Igual que una sombra, Noche de mayo, Una vez, Se viene el dos mil, Retoños, Recién, Navidad, Primera categoría, Marga (Un pensamiento), Hoy por hoy, Barro, Ausencia) tra questi ricirdiamo celeberrimi La Yumba (manifesto dello stile pugliese La Yumba il titolo è l’espressione onomatopeica del fraseggio dei suoi tanghi: yum-bà, yum-bà) e Recuerdo (composizione indebitamete attribuita al padre)
Ma soprattutto ha rinnovato il tango con una serie infinita di arrangiamenti celebri e interpretazioni ineguagliabili, come ad esempio: A Evaristo Carriego, Mala junta, Desde el alma, Gallo Ciego, Zum, Los mareados, La Mariposa …


L’importanza dell’orchestra di Pugliese è pari solo a quella di Annibal Troilo.
Infatti Pugliese insieme a Troilo è fautore di un rinascimento del tango, movimento che ha saputo raccolto e rivitalizzare una tradizione cristallizzata che stava estinguendosi operando una trasformazione che consentito a quella memoria non solo la sopravvivenza, ma una capacità comunicativa sempre contemporanea.


Una volta, egli disse ai membri della sua orchestra:

“Stiamo navigando nel vasto oceano del tango.
La cosa importante è conoscere le correnti che ci conducano al porto del cuore della gente… Il tango deve essere sempre interpretato nei termini delle emozioni umane. Ha una voce umana. Per quel motivo dobbiamo produrre un suono che esprima esattamente quelle emozioni.” È necessario lottare costantemente per l’autorinnovamento fino a trasformarsi in un strumento che stia in armonia con le voci del paese. Non possiamo fare la stessa cosa che stavamo facendo dieci anni fa. Dobbiamo trovare sempre qualcosa di nuovo; dobbiamo pensare sempre al domani.”

Pugliese era un idealista e comunista, egli si considerava un “martillero”, un operaio della Musica Popolare e si vantava di essere uno espartachista, come schiavo ribelle Spartaco. Per questo spesso le sue convinzioni gli costarono la prigionia
Eppure anche quando il regime peronista lo incarcerava - solo per brevi periodi vista la sua popolarità (infatti era molto amato e rispettato dalla gente grazie alla sua musica) - l’Orchestra Pugliese suonava senza Pugliese; durante la sua assenza il suo pianoforte rimaneva chiuso e con un garofano rosso sulla tastiera in suo onore. Più tardi il bandoneonista Carel Kraayenhof,uno dei suoi migliori discepoli compose e dedicò a Pugliese il tango Clavel rojo (Garofano rosso)

Per anni, i fans di Pugliese, alla fine dei suoi concerti lo hanno salutavano al grido di “Al Colòn! Al Colòn!”, il Teatro Colòn è più prestigioso teatro argentino, tempio culturale riservato esclusivamente alla musica classica.
Nel 1985 Pugliese ottiene la consacrazione ufficiale, suona al prestigioso teatro Colòn, in un concerto rimasto memorabile, era la prima volta che un’orchestra di tango entrava al Teatro Colón.

Osvaldo Pugliese è morto a Buenos Aires il 25 Luglio del 1995, al suo funerale echeggiavano le note de “La Yumba”

Autore modifica: gadon (data: Giu 13 2007, 15:00)

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