Biografia

Loretta Lynn, nata Loretta Webb (14 aprile 1932, Butcher Holler, Kentucky) è una cantautrice country tra le più influenti del panorama statunitense. Da molti considerata la regina del genere country, Loretta si sposa a soli 15 anni con Oliver “Doo” Lynn; è proprio il marito a regalarle una chitarra e ad incoraggiarla a comporre musica, nonché a fornirle numerosi spunti per le sue canzoni: infatti durante il loro matrimonio, durato quasi 50 anni, Doo la tradirà spesso, e Loretta non si porrà limiti nel condannarlo apertamente in alcuni dei suoi pezzi più famosi, tra i quali “Don’t Come Home A Drinkin’”.
Nel 1959, in un talent contest trasmesso in tv e presentato da Buck Owens, viene notata da uno dei fondatori della Zero Records. Il 2 febbraio 1960 ottiene il suo primo contratto discografico, rilasciando il suo primo singolo, “I’m A Honky Tonk Girl”, che diventa una top 15 hit nella country chart di Billboard. Alla fine del 1960 Billboard la nomina “Quarta artista country femminile più promettente”.
L’anno seguente Loretta ottiene un contratto con la Decca Records, e nel 1962 “Success” diventa la sua prima top 10 hit. Questi singoli fortunati e una buona promozione (in particolare le esibizioni al Grand Ole Opry) la consacrano come una delle star country femminili di più successo nel panorama country, seconda forse solo a Patsy Cline, in un’industria decisamente dominata dagli uomini.
Dopo “Success” Loretta comincia a raggiungere regolarmente la top 10 della country chart: tra il 1963 e il 1966 possiamo ricordare “Dear Uncle Sam” (una delle prime canzoni a trattare il delicato argomento della guerra in Vietnam, scritta da lei stessa) e “You Ain’t Woman Enough (To Take My Man)”. L’agognata prima posizione arriva nel 1967 con “Don’t Come Home A Drinkin’”, canzone che parla del difficile rapporto tra Loretta e suo marito, un dongiovanni che spesso si ubriacava (“Il liquore e l’amore non si possono proprio mischiare, quindi non venire a casa ubriaco pensando di fare sesso”, recita il pezzo). Nello stesso anno esce l’album che prende il nome dalla hit (il sesto pubblicato sotto la Decca). Il successo è enorme: l’album infatti raggiunge la prima posizione tra gli album country e viene certificato oro per aver venduto oltre 500.000 copie, il primo album di un’artista country femminile a raggiungere tale primato. Con la misteriosa morte di Patsy Cline (una sua grande amica, tanto che Loretta le dedicherà un album e chiamerà una delle sue figlie come lei) nel 1963, Loretta è diventata l’artista country femminile di più successo.
La sua seconda #1 hit arriva nel 1968 con “Fist City”, seguita da “Woman Of The World (Leave My World Alone)” nel 1969.
Queste sono tra le sue canzoni più significative, che simbolizzano il suo spirito femminista e indipendente, spirito che allora era sconosciuto alla musica country, ma che più tardi ne sarebbe divenuto un carattere peculiare: per questo Loretta è considerata come una vera e propria pioniera del genere country.
Negli anni 70 la carriera dell’ormai affermata cantautrice continua ad andare a gonfie vele. Proprio nel 1970 viene rilasciata la canzone che più di tutte forse l’ha consacrata a leggenda della musica, “Coal Miner’s Daughter”, un pezzo autobiografico che parla della sua vita a Butcher Holler prima di diventare famosa. La canzone raggiunge la prima posizione, ispira un film vincitore di un Oscar (1980) e la prima biografia di Loretta, pubblicata nel 1976; inoltre diventa anche la sua prima canzone a entrare nella Billboard Hot 100, al numero 83.
Nel 1971 comincia una duratura collaborazione con l’artista country Conway Twitty: il duo produce 5 canzoni che raggiungono la prima posizione della country chart, la più famosa delle quali è senz’altro “Louisiana Woman, Mississippi Man” (1973), diventando così uno dei più importanti di sempre della musica country.
Il successo Loretta lo mantiene anche come solista, con altri pezzi che raggiungono la prima posizione, quali “One’s On The Way” (1971), “Rated X” (1973) e “Out Of My Mind (And Back To My Bed)” (1978, la sua ultima number one hit). Un’altra sua notevole canzone di questi anni è “The Pill”, considerata la prima a trattare dell’argomento del controllo delle nascite tramite la pillola.
Nei primi anni 80 Loretta diventa la prima artista americana femminile ad aver piazzato in classifica oltre 50 top 10 hits; grazie alle sua autobiografia del 1976, diventa anche la prima artista country ad entrare nella lista del New York Times Bestsellers.
Nel 1985 “Heart Don’t Do This To Me” diventa la sua ultima canzone a raggiungere la top 20.
Nel 1988 entra a fare parte della Country Music Hall of Fame.
Nel 1993 Loretta smette di rilasciare singoli, concentrandosi più nelle esibizioni dal vivo in giro per tutti gli USA; sempre in quell’anno muore Conway Twitty. Nel 1996 muore anche suo marito, dopo quasi 50 anni di matrimonio.
Nel 2000, dopo vari anni, rilascia un nuovo album, “Still Country”, dal quale viene estratto il singolo “Country In My Genes”, che riesce a piazzarsi nella country chart, rendendo così Loretta la prima artista country femminile a piazzare singoli nella country chart in cinque decadi differenti.
Nel 2002 esce la sua seconda autobiografia, “Still Woman Enough”, che riesce a raggiungere la top 10 della lista del New Your Times Bestsellers.
Nel 2004 esce il suo ultimo (finora) album, intitolato “Van Lear Rose” e prodotto dal musicista/cantante Jack White. L’album raggiunge la seconda posizione tra gli album country e la 24esima della Billboard 200, entusiasma la critica e vince un Grammy per Best Country Album nel 2005.
Il 25 settembre 2012 celebra il 50esimo anniversario in qualità di membro del Grand Ole Opry.
Nel 2013, ad 81 anni, è ancora in tour, e indiscrezioni suggeriscono che presto possa tornare con un nuovo album.
Si può ben dire che Loretta Webb Lynn, la figlia di un minatore di carbone divenuta regina della musica country, sia davvero “ancora abbastanza donna”.

Autore modifica: AngeloSwift13 (data: Ago 23 2013, 14:01)

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