Biografia

Proveniente da Galveston, nella Gulf Coast texana (1943), e precursore di un genere che verrà poi battezzato fusion, Larry Coryell portò una sensibilità nuova, quasi aliena, alla chitarra elettrica già a partire dal debutto (The Dealer, 1966): fraseggi impervi, toni taglienti e un caratteristico bending derivato in pari misura dal rock, dal blues, dal country come dal bop e dal chitarrismo jazz “classico”. Autentico eclettico, la sua diteggiatura velocissima naviga con confidenza e immaginazione in qualsiasi stile, dai laboratori elettrificati ad alta efficienza di volumi e distorsioni come nei più delicati, ammalianti intrecci di linee di chitarra acustica.
Coryell, che suonava il piano da piccolo, si concentrò sulla chitarra da teenager. Dopo aver studiato giornalismo all’Università di Washington, si trasferì a New York City nel 1965, dove, oltre a inventare una prima, elettrizzante band di jazz-rock, i Free Spirits, si mise in luce nei gruppi del batterista Chico Hamilton e del vibrafonista Gary Burton e registrò il seminale “Memphis Underground” col flautista Herbie Mann.
Iniziò a formare propri gruppi nel 1969, nell’allora dominante stile di blues rock psichedelico influenzato da Jimi Hendrix, per poi avvicinarsi in Spaces a John McLaughlin, Billy Cobham, Chick Corea e al futuro bassista dei Weather Report Miroslav Vitous.
Anche nel decennio successivo Coryell si trovò a capo di una varietà di gruppi. Il più visibile fu la Eleventh House, espressione conclamata di fusion alla moda della Mahavishnu Orchestra di McLaughlin, ritrovando però contemporaneamente una sorprendente confidenza con lo strumento non amplificato, in dischi e concerti da solo, in duo con Philip Catherine o Steve Kahn o ancora in tandem con Al DiMeola, John Scofield e John Abercrombie.
Ma le sue frecce centrano anche altri bersagli. Una sapida mistura di samba e rumba, rock e funk, ritmi Africani e Caribici è catturata in azione in Brasile (Live From Bahia) con Cobham, il sax di Donald Harrison, la tromba di Marcio Montarroyos e la voce di Dori Caymmi. Più di recente la passione di Coryell per il jazz tradizionale è sfociata in quartetti acustici coi bassisti Buster Williams e George Mraz, i pianisti Stanley Cowell e Kenny Barron e i batteristi Beaver Harris e Billy Hart, e ne fornisce un’ulteriore, definitiva prova in Monk, Trane, Miles & Me, pacata rivisitazione del canzoniere di tre dei suoi maestri.
Un suo recital acustico di “Solo Guitar” è beninteso imprevedibile, potendo includere una pavana di Ravel o intricati monologhi originali, evocative allusioni alla new age più eterea come al country blues più primitivo. Quello che un tempo era il giovane leone della chitarra si è meritato un posto nell’Olimpo dei suoi indiscussi veterani.

Autore modifica: Psycho_Kikini (data: Dic 14 2009, 18:30)

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