Biografia

Kurt Donald Cobain (Aberdeen, 20 febbraio 1967 – Seattle, 5 aprile 1994) è stato un cantante e chitarrista statunitense, frontman del famoso gruppo musicale grunge dei Nirvana.

Cobain costituì i Nirvana nel 1987 con Krist Novoselic e in due anni la band divenne uno dei gruppi leader della scena musicale grunge di Seattle. Nel 1991 l’uscita del singolo Smells Like Teen Spirit segnò l’inizio di una decisa svolta della musica rock, che cominciò ad allontanarsi dai generi egemoni degli anni Ottanta (hair metal, AOR, synthpop, etc.) e ad indirizzarsi verso l’alternative rock. I media musicali avrebbero poi conferito a quel brano il titolo di “inno di una generazione”,[1] e, con esso, a Cobain l’appellativo di “portavoce” della generazione X.

Negli ultimi anni della sua vita Cobain lottò contro la dipendenza dalla droga e le pressioni dei media su di lui e sulla moglie Courtney Love, da cui ha avuto una figlia. L’8 aprile 1994 fu trovato morto nella sua casa di Seattle, ufficialmente a causa di un colpo di fucile esploso da egli stesso. Negli anni seguenti sulla sua morte si sviluppò un acceso dibattito.

Nacque da Donald, meccanico, e Wendy, che si alternava tra un impiego da barista e quello di segretaria d’ufficio. I primi sei mesi di vita li trascorse a Hoquiam, prima che la famiglia si trasferisse ad Aberdeen. I primi anni della vita di Kurt sembrarono trascorrere felici. Nell’aprile 1970 nacque la sorella Kimberly.

Kurt iniziò a manifestare dell’interesse per la musica all’età di due anni. Fu in quel periodo che il bambino iniziò a cantare con entusiasmo qualsiasi canzone gli venisse richiesta, strimpellando una piccola chitarra. Nel documentario Kurt & Courtney è inserita una sua registrazione all’età di due anni, in cui si dilettava a cantare frasi poco comprensibili. Successivamente incominciò a prendere lezioni di batteria, durante le quali non imparava a leggere la musica, bensì si limitava ad imitare ciò che i suoi compagni suonavano. Negli anni sviluppò interesse anche per il disegno. Kurt era mancino.

A sette anni, per curare la sua ipercinesi, gli viene prescritto uno psicofarmaco, il Ritalin. Successivamente, visto il fallimento della terapia, gli vennero prescritti dei sedativi e infine gli venne tolto lo zucchero dalla dieta. La situazione sembrò migliorare. Molti, tra cui la moglie Courtney Love, sostengono che il Ritalin abbia inciso in merito alla sua futura dipendenza dalle droghe. In seguito gli vennero diagnosticate bronchiti croniche, nonché una lieve forma di scoliosi.

A otto anni, nel 1975, Donald e Wendy Cobain divorziarono. Fu un evento di grande impatto per il bambino, e questo trauma lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Già all’epoca la madre, notò un forte cambiamento nel bambino, che divenne di colpo introverso e infelice. Le mura del bagno di casa sua infatti, riportavano i segni del disagio di Kurt: “Odio mia madre, odio mio padre, mio padre odia mia madre, mia madre odia mio padre, è semplice: vogliono che mi senta triste”

In un intervista Kurt disse:
« Per qualche ragione me ne vergognavo. Mi vergognavo dei miei genitori. Non riuscivo più a guardare in faccia alcuni dei miei compagni di scuola perché desideravo disperatamente avere una famiglia normale. Mamma, papà. Volevo quel tipo di sicurezza, e lo rinfacciai ai miei genitori per parecchi anni. »

Tra il 1975 e il 1984, nonostante il ragazzo avesse scelto di vivere con la madre, l’indole ribelle di Kurt lo portò ad approdare prima a casa del padre a Montesano, poi nuovamente dalla madre. Il rapporto di Kurt con suo padre peggiorò ulteriormente quando quest’ultimo decise di risposarsi con un’altra donna.


Nel 1982 Kurt ricevette da un amico, per il suo sedicesimo compleanno, una chitarra elettrica che iniziò a suonare fin da subito, sebbene fosse disastrata e nonostante il parere contrario della madre. Solo dopo aver imparato Back in Black degli AC/DC, iniziò a scrivere le proprie canzoni.

Nello stesso anno incontrò per la prima volta Buzz Osborne, il cantante dei Melvins. Buzz diede a Kurt una fondamentale impronta, che si ripercosse anche sulla musica dei futuri Nirvana. Buzz ebbe il merito di portarlo a conoscenza di gruppi come Black Flag, Butthole Surfers e MDC.

A scuola Kurt focalizzò la sua attenzione sull’arte, spronato da professori e familiari. La sua amicizia con Myer Loftin, dichiaratamente omosessuale, lo isolò dai suoi compagni.

Il 1985 per Kurt fu un anno difficile. Lasciò la scuola dopo una serie di risultati negativi, e poco tempo dopo la madre lo allontanò da casa. Kurt visse per un certo periodo per strada, dopo aver rotto ogni legame con la famiglia, sotto il ponte che congiunge Aberdeen a Cosmopolis:
« Avevo sempre desiderato provare l’esperienza della vita di strada, visto quanto era noiosa la mia vita di adolescente ad Aberdeen, ma non fui mai abbastanza indipendente per farlo. Facevo la fila per il buono viveri, vivevo sotto un ponte. Alla fine mi trasferii a Olympia. »

Da questa esperienza nacque la canzone Something in the way, contenuta in Nevermind. Fu ospitato per otto mesi a casa di un amico nella città di Olympia , mantenendosi come insegnante di nuoto. (Nel 2005 Krist Novoselic disse che Kurt non aveva mai vissuto sotto un ponte, vista la pericolosità delle onde del fiume Wishkah. Questa tesi è confermata da Charles Cross nel suo libro Heavier Than Heaven).

Quell’anno però è ricordato principalmente per un demo, inciso a casa della zia Mari (musicista), chiamato Fecal Matter Demo, a cui parteciparono Kurt e Dale Crover. Il demo fu inciso su un quattro piste ed il brano Downer, fu rimasterizzato e incluso in Bleach. Venne inciso un altro demo nel dicembre 1985, parzialmente incluso nel box-set With the Lights Out.

Nell’estate 1986 Kurt venne arrestato per vandalismo. Aveva scritto God is Gay (Dio è Gay) e Homosex Rules (Potere agli Omosessuali) su alcuni muri di Aberdeen. La condanna gli costò trenta giorni di carcere e 180 dollari di multa. Se la cavò con la condizionale. La prima droga di Kurt è stata dell’erba che fumò dietro le quinte ad un concerto dei Melvins. Kurt aveva provato fin da adolescente a suicidarsi; una volta, ubriaco, si era messo sui binari del treno e per fortuna il treno cambiò binario e Kurt se la cavò.

Kurt conobbe Courtney Love nel 1989. Un anno dopo la loro conoscenza maturò in una relazione, messa in luce dai media quale “instabile” dato il frequente uso di droghe da parte della coppia. Nel periodo dello show dei Nirvana al Saturday Night Live accaddero due eventi molto importanti per la vita di Cobain: Courtney scoprì di essere incinta e Kurt ebbe la sua prima overdose, come dichiarato dalla moglie nel libro di Charles Cross. il 24 febbraio, subito dopo la fine del tour australiano dei Nirvana del 1992, Kurt e Courtney si sposarono a Waikiki, nelle Hawaii.

Il 18 agosto nacque la figlia Frances Bean Cobain. Il suo nome deriva dalla cantante dei The Vaselines Frances McKee o più probabilmente da quello dell’attrice Frances Farmer e dalla forma del feto durante un’ecografia, la quale ricordava a Kurt la forma di un fagiolo. La nascita di Frances Bean, e l’uscita di un articolo su Vanity Fair, che accusava Courtney Love di far uso di eroina in gravidanza, ebbe un’eco talmente violenta da togliere la custodia della bambina ai genitori. Seguì uno scandalo mediatico. Sia Kurt che Courtney dovettero sottoporsi a disintossicazione e affrontare numerosi processi. Tempo dopo, la causa venne vinta dai Cobain e la figlia poté tornare da loro. Ciononostante, la fama di “genitori maledetti” continuò a gravare sulla coppia.

L’indole forte ed il carattere estroverso della Love portarono spesso in crisi la già discussa relazione[citazione necessaria]. Nella biografia Più pesante del cielo (Heavier Than Heaven) si racconta un episodio in cui Cobain si chiuse in una stanza per paura di essere picchiato dalla moglie. La gelosia di Courtney era tale da portarla a scontrarsi con la bassista delle Hole, Kristen Pfaff, che alcuni ritenevano essere l’amante di Kurt. All’inizio del 1994 Kurt, stando a quanto disse il suo avvocato Rosemary Carroll, era in procinto di divorziare da Courtney Love. Il detective Tom Grant sostenne che Cobain, l’8 marzo dello stesso anno, a Roma, avesse scritto una lettera di addio.

Molti ritengono che buona parte del lavoro delle Hole sia in realtà un prodotto dell’attività di Kurt. Live Through This, in particolare, è descritto come l‘”ultimo disco dei Nirvana”, data la sua originalità rispetto agli altri lavori delle Hole. A sostegno di questa tesi, una canzone delle Hole, utilizzata come B-side nel singolo Beautiful Son, intitolata Old Age è, nonostante i crediti, scritta e musicata da Kurt Cobain. Nel 1998, in un bootleg, i Nirvana si esibirono con tale canzone. Successivamente, Krist Novoselic confermò che Old Age era una canzone dei Nirvana; si trattava infatti di una outtake di Nevermind, accantonata perché non completa. La canzone incompleta apparve nel box del 2004, With the Lights Out.


Subito dopo l’ultimo concerto dei Nirvana al Terminal Einz a Monaco, in Germania, il 1° marzo 1994, a Kurt vennero diagnosticate una bronchite ed una laringite. Fu così che il giorno dopo Kurt volò a Roma per prendersi una settimana di riposo. Fu raggiunto da Courtney e da Frances Bean e prese una suite all’Excelsior di Roma. Ma durante la notte Courtney si accorse che il marito era in overdose. Il responsabile della Geffen italiana, Marco Cestoni, fu svegliato all’alba. Kurt fu portato prima al pronto soccorso e successivamente inseguito dai giornalisti presso il Rome American Hospital. Qui rimase in coma farmacologico per tutta la notte, ma dopo qualche giorno si riprese. Anche in quell’occasione Kurt scampò alla morte.

Il 18 marzo Courtney telefonò alla polizia temendo il suicidio del marito, che si era chiuso a chiave in una stanza armato di una pistola. Al suo arrivo, la polizia confiscò alcune armi da fuoco e una bottiglia di pillole appartenenti a Cobain, che tuttavia negò di esserne il padrone assicurando di non aver tentato il suicidio, ma di fuggire dalla moglie.

Lo stesso mese Cobain accettò di sottoporsi ad un programma di disintossicazione.

Il 30 marzo Cobain arrivò all’Exodus Medical Center di Los Angeles, California. Nel pomeriggio del 1° aprile, una delle tate di Frances Bean la portò presso di lui per un incontro di un’ora. Quella notte, Cobain uscì dall’edificio per fumare una sigaretta, scavalcò un muro alto due metri, prese un taxi e si fece portare all’aeroporto, dove prese un aereo per Seattle. La mattina seguente, si fermò a casa sua e parlò con Michael “Cali” DeWitt, che in quel periodo risiedeva lì. Nei giorni seguenti, Cobain fu intravisto da parecchi nel circuito di Seattle, ma molti dei suoi conoscenti ignoravano dove si trovasse.

Il 3 aprile, Courtney Love contattò un investigatore privato, Tom Grant e lo incaricò di ritrovare il marito. Il giorno seguente, diffuse un comunicato per la scomparsa di Cobain sotto il nome della madre del cantante.

L’8 aprile 1994, il corpo di Cobain fu trovato da Gary Smith, un elettricista della Veca Electric, nella serra presso il garage nella sua casa sul Lago Washington. Smith vi giunse per installare l’illuminazione di sicurezza e vide il corpo steso all’interno. Ad esclusione del poco sangue proveniente dall’orecchio di Cobain, Smith disse di non aver rinvenuto segni visibili di particolari traumi; semplicemente, pensava fosse addormentato. Smith trovò inoltre quella che sembrò una lettera di suicidio, ma non per l’investigatore Tom Grant. A suo giudizio, infatti, la lettera sembrava più che altro un addio al mondo della musica che a quello terreno. Un fucile a pompa, comprato per Cobain da Dylan Carlson (amico di quest’ultimo), venne trovato vicino al corpo del defunto. L’autopsia successivamente confermò che la morte di Cobain fu causata da un “colpo di fucile autoinflitto alla testa”. Il rapporto disse anche che il cantante era morto con tutta probabilità il 5 aprile 1994.

Nella lettera di suicidio, diretta all’amico immaginario della sua infanzia, “Boddah”, Cobain citò una canzone di Neil Young, My My, Hey Hey (Out of the Blue): “It’s better to burn out than to fade away” (È meglio bruciare che spegnersi lentamente), frase che compare anche nella canzone dei Queen “Gimme the price”, tratta dalla colonna sonora del film Highlander (1986). L’uso da parte di Cobain di quel testo ebbe un profondo impatto su Young, che dedicò parte dell’album Sleeps with Angels alla memoria del cantante dei Nirvana. La lettera citava anche il cantante dei Queen, Freddie Mercury, cui Cobain invidiava la passione per il suo lavoro e per il suo pubblico, che sembrava non essere cambiato per tutta la sua carriera.

Il corpo di Cobain fu cremato, con un terzo delle sue ceneri depositate nel tempio Buddista (disciplina spirituale alla quale si era convertito nel frattempo) di Ithaca, New York, un terzo venne sparso nel fiume Wishkah e il resto è rimasto in possesso della moglie.

Quest’ultima ha poi rivelato al tabloid inglese News of the world che a maggio del 2008 la borsa rosa a forma di orsetto in cui si trovavano i resti del marito è stata trafugata da ignoti, durante un furto nel suo appartamento di Hollywood.

Il personaggio di Kurt è diventato un’icona vera e propria fra i giovani di ormai quasi due generazioni, a tal punto da influenzare ancora oggi sia la musica che la moda giovanile.

Durante la maggior parte della sua vita Cobain combatté depressione, bronchite cronica, intensi dolori di stomaco (mai diagnosticati in modo preciso, anche se si pensa ad una probabile ulcera. Tuttavia Cobain riuscì a curarli qualche mese prima della morte: erano causati da una vertebra spostata di qualche decimo di millimetro che premeva su un nervo. La curò tramite fisioterapia.

Deluso sul fronte medico, e mosso da curiosità, Cobain approdò sul lido dell’eroina. Ebbe la sua prima esperienza con questa droga nel tardo 1990. Per mesi la assunse in modo saltuario, in seguito divenne una dipendenza. Alla fine del 1991, l’abuso ormai cronico di eroina, iniziò ad influenzare il tour promozionale di Nevermind, in cui Cobain addirittura svenne durante un set fotografico. Durante il concerto al Saturday Night Live, gli occhi del cantante apparivano con le classiche pupille a spillo, dovute alla miosi provocata dall’eroina, insonnolito ed emaciato. Inequivocabili segni questi, dell’assunzione dello stupefacente, a causa della quale arrivò in alcuni periodi a pesare solo 45 kg. I sintomi della dipendenza aumentarono progressivamente, e con essi il bisogno di incrementare le dosi. In questo periodo, il cantante e la moglie spendevano un minimo di $300 al giorno per soddisfare tale bisogno. Al fine di evitare crisi di astinenza, all’occorrenza abusavano spesso di farmaci quali il Valium e il Roipnol. I rapporti con il resto del gruppo si rendevano tesi, poiché Kurt saltava le prove.

Risale a questo periodo anche una flebite, una grave infezione ad un braccio che Kurt contrasse per via di un pezzettino di cotone rimasto sull’ago della siringa.

Egli tentò una prima disintossicazione all’inizio del 1992, poco dopo la Love scoprì di essere incinta. Dopo la riabilitazione, i Nirvana si lanciarono nel loro tour australiano, durante il quale Cobain soffriva palesemente di crisi di astinenza. Poco dopo il ritorno a casa, ebbe nuovamente una ricaduta con l’eroina. Prima di un’esibizione al New Music Seminar a New York nel luglio del 1993, Cobain ebbe un’overdose di eroina. Invece di chiamare un’ambulanza, Courtney Love iniettò al marito del Narcan (Naloxone) acquistato illegalmente, allo scopo di portarlo fuori dal suo stato di incoscienza. Cobain poco dopo si esibì con i Nirvana in una di quelle che viene ricordata come una delle loro migliori esibizioni. Il pubblico non seppe nulla di quello che era successo in precedenza.

Autore modifica: justanotherider (data: Ago 29 2008, 17:45)

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