Biografia

Bavarese di nascita, Nomi si interessò fin da piccolo alla musica lirica e pop e scoprì in giovane età di avere talento come cantante lirico. I tentativi iniziali in questa carriera si rivelarono però infruttuosi e così Nomi imparò il mestiere del pasticciere. Lavorò anche come comparsa sulle scene teatrali di Essen, per poi concludere la sua formazione canora a Berlino, dove si mise inoltre al servizio della Deutsche Oper come maschera. Pur avendo studiato per alcuni semestri presso un istituto superiore di musica, non venne accolto da nessun teatro.

Nel 1973 si stabilì a New York, dove negli anni successivi si mantenne con lavori stagionali, allenando nel frattempo la propria voce da tenore a controtenore. Fu in questo periodo che Sperber assunse il nome d’arte Klaus Nomi, iniziando ad esibirsi in scantinati, dove diventò ben presto un‘”attrazione underground” grazie al suo talento ed al suo particolare modo di presentarsi.

Nel 1978 venne notato da David Bowie, che lo impiegò come cantante di background per lo spettacolo Saturday Night Live sulla rete televisiva NBC. Questa esibizione fu per Nomi il primo grosso successo e gli valse un contratto discografico. In seguito, persino Bowie si sarebbe fortemente ispirato, nella scelta dei suoi costumi, allo stile originale di Nomi.

Keys of Live, il primo single, uscì nel 1980. Verso la fine del 1982 Nomi intraprese una piccola tournée in Europa, dove fece un’apparizione anche alla manifestazione musicale Klassik Rocknacht di Eberhard Schöner. Di ritorno a New York gli venne diagnosticata la sieropositività all’HIV, che all’epoca era ancora quasi sconosciuto e ancora definito “cancro gay”.

Al momento della sua morte Nomi era ben lontano dall’aver raggiunto l’apice della sua carriera e si ritiene che se non fosse scomparso prematuramente sarebbe diventato un cantante di successo mondiale. Nonostante abbia raggiunto una certa popolarità a New York e Parigi, Nomi è ancora oggi poco noto in Germania e in Europa.

Il genere musicale di Nomi è caratterizzato da una mescolanza di musica new wave e lirica. Le sue esibizioni erano caratterizzate da una coreografia retrò-futuristica ispirata agli anni Venti, mentre il suo volto truccato di bianco (come una maschera kabuki) con labbra nere, corredato da abbigliamento e pettinature cubiste, era il suo tratto distintivo.

Il nome d’arte “Nomi” è un anagramma del prefisso latino omni (tutto), allusione al proprio stile musicale, che riuniva elementi di tendenze musicali completamente differenti (canto classico, pop e rock).

Il repertorio di Nomi comprendeva quindi stili musicali eterogenei: oltre a proprie composizioni dai forti influssi new wave (tra cui Total Eclipse, Simple Man), Nomi interpretò soprattutto brani pop degli anni Sessanta (Can’t Help Falling In Love di Elvis Presley e The Twist di Chubby Checker) e arie (Death e Cold Song di Purcell e Sansone e Dalila di Saint-Saëns).

Il suo unico single in lingua tedesca è Der Nussbaum di Schumann.

Nel 2004 Andrew Horn ha girato un documentario sulla vita di Nomi, dal titolo The Nomi Song.

Autore modifica: justanotherider (data: Gen 14 2008, 12:53)

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