Biografia
Si sono esibiti come Headliner in molti festival musicali, tra cui il Rock in Rio, l’Ozzfest, il Monsters of Rock, il Download Festival, il Reading Festival, l’Heineken Jammin’ Festival e nel 2008 si sono esibiti a Bologna al Gods of Metal, al Wacken Open Air, e al Sziget Festival di Budapest.
Gli inizi (1975-1980)
Gli Iron Maiden nascono nel 1975 a Leyton, un quartiere situato ad est di Londra, per opera del bassista Steve Harris, che aveva già militato in band come Gypsy’s Kiss e Smiler. Harris prende l’ispirazione per il nome del gruppo guardando il film L’uomo dalla maschera di ferro, in cui compariva lo strumento di tortura detto La Vergine di Norimberga o “La Vergine di ferro” (in inglese Iron Maiden).
La prima formazione del gruppo fu costituita da Harris al basso, Dave Sullivan e Terry Rance alle chitarre, Paul Day alla voce e Ron Matthews “Rebel” alla batteria. Il loro primo concerto si tenne nel 1975 al Cart and Horses, un pub di Stratford; in quella occasione venne suonato per la prima volta dal vivo il brano
Pur presentando uno stile musicale che si ispira, in parte, al Punk, gli Iron Maiden si proposero fin da subito come alternativi a gruppi come Sex Pistols e Clash, che allora dominavano le classifiche Musicali. Nel clima musicale dell’epoca, dominato dal British Punk, ebbero inizialmente non poche difficoltà a trovare spazio; la loro grande occasione per farsi conoscere venne dal Ruskin Arms, uno dei pochi locali londinesi che proponeva musica dal vivo Hard Rock e Heavy Metal. Oltre alla musica, la band cura molto anche la propria scenografia, in quanto i loro concerti sono spesso accompagnati da effetti pirotecnici (in genere prodotti dagli stessi membri del gruppo). In questo periodo, fece una delle prime comparse “Edward the Head”, una creatura dalle sembianze mostruose, in seguito conosciuta come “Eddie”, che sarebbe diventata la loro mascotte ufficiale.
Dopo numerosi cambi di formazione, il gruppo trovò una certa stabilità con l’ingresso del cantante Paul Di’Anno e di Doug Sampson alla batteria nel dicembre del 1978 (quest’ultimo aveva già suonato con Harris negli Smiler). Questa formazione diede vita al primo Demo degli Iron Maiden, intitolato The Soundhouse Tapes. La prima tiratura di 5.000 copie del prodotto viene venduta per corrispondenza e va a ruba nel giro di poco tempo. Venne presentato a Neal Kay, famoso DJ Heavy Metal Britannico, il quale, inizialmente, sembrò snobbare il lavoro della band senza averlo nemmeno ascoltato ma, infine, decise di portarsi la loro audiocassetta a casa. Ascoltandola, Kay rimase stupefatto dalle potenzialità della giovane band, e così decise di trasmettere il demo nella sua radio.
Il brano
In breve tempo il gruppo ingaggia un secondo chitarrista, Tony Parsons, e incide due nuovi brani,
I primi successi (1980-1981)
Con la nuova formazione viene pubblicato, il 14 aprile 1980, l’omonimo album d’esordio del gruppo, Iron Maiden, che consegue un ragguardevole successo raggiungendo la posizione #4 delle classifiche Britanniche, grazie a brani come
Gli Iron Maiden partono dunque per il loro primo tour ufficiale, che entusiasma molto le folle, stupefatte dalle loro prestazioni sia musicali che sceniche. Si esibiscono come gruppo spalla dei Judas Priest nel loro British Steel Tour e in seguito, nel resto dell’Europa, fanno da supporto alla tournée di Unmasked dei Kiss. Per la prima volta suonano anche in Italia, con tappe a Roma il 29 agosto e a Milano il 2 settembre.
Nel mese di giugno esce il singolo
Dopo il tour, Stratton lascia il gruppo per divergenze musicali con gli altri membri, sentendosi maggiormente legato ad un Rock più melodico stile Fleetwood Mac che all’Heavy Metal (fonderà in seguito i Lionheart). Nella band entra così Adrian Smith, amico d’infanzia di Dave Murray e già chitarrista degli Urchin. L’8 novembre esce il singolo Women in Uniform, cover degli australiani Sky-Hooks che vede ancora Stratton in veste di chitarrista. Sulla copertina compare nuovamente la Thatcher, questa volta armata di mitra e nascosta dietro ad un muro in attesa di vendicarsi di Eddie che passeggia ignaro a braccetto con due prostitute.
Rinnovato l’organico, gli Iron Maiden iniziano le registrazioni per il secondo album, pubblicato nel 1981 con il titolo Killers. Il disco evidenzia una notevole maturazione nella tecnica. La produzione, altro elemento di qualità del disco per il notevole miglioramento delle registrazioni in studio, è affidata a Martin Birch, già produttore di altri gruppi come Deep Purple e Rainbow. L’album, sebbene ritenuto valido dalla critica, grazie anche a canzoni come la title track,
Il quintetto inizia così un nuovo tour mondiale, in cui è Headliner in Europa e Giappone, ed apre concerti anche negli Stati Uniti. Dai concerti Nipponici venne estratto anche un EP, intitolato Maiden Japan e viene anche ripresa per la prima volta una loro esibizione dal vivo (Live at the Rainbow). In quel periodo, il carattere eccessivamente “ribelle” di Paul Di’Anno e il suo abuso di alcol e droghe iniziarono creare problemi nell’attività del gruppo, soprattutto in sede live, con il risultato di mettere a repentaglio la riuscita dell’intero tour della band. Per via dei suoi eccessi, la band decise di licenziarlo, anche se Di’Anno sostenne di essersene andato di sua volontà. Dopo la sua partenza, Paul Di’Anno formerà prima i Lonewolf (rinominati poi come Di’Anno, dove suonerà anche il futuro chitarrista degli Iron Maiden Janick Gers) e in seguito i Gogmagog, i Battlezone ed infine i Killers, oltre a cantare con i Praying Mantis.
L’arrivo di Dickinson (1981-1983)
Allontanato Di’Anno, gli Iron Maiden si mettono al lavoro per trovare un nuovo cantante. Nel 1981 il gruppo, al Reading Festival, assiste all’esibizione di una band di nome Samson che sta riscuotendo un gran successo ed un’ottima partecipazione di pubblico grazie anche al lavoro svolto dal vocalist Bruce Dickinson, all’epoca soprannominato Bruce Bruce o Air Raid Siren (“sirena d’attacco aereo”). Gli Iron Maiden decidono allora di ingaggiare proprio questo cantante che, a poche settimane di distanza dal festival, entra definitivamente nel gruppo.
La band entra in studio di registrazione nel 1982, e dopo pochi mesi esce il terzo album, The Number Of The Beast, preceduto dal primo singolo
Come tanti gruppi Heavy Metal di quegli anni, anche gli Iron Maiden non rimangono esenti da accuse di satanismo lanciate dalle principali organizzazioni religiose. Alcune di esse, in occasione dell’uscita di The Number Of The Beast tentano più volte di boicottarne la distribuzione, giungendo al punto di bruciarne varie copie in pubblico. In realtà il brano che dà il titolo all’album e soprattutto il suo testo introduttivo (“Woe to you, oh Earth and Sea, for the Devil sends the Beast with wrath because he knows the time is short. Let him who hath understanding reckon the number of the Beast for it is a human number. Its number is six hundreds and sixtysix” — Guai a voi, Terra e Mare, poiché il Diavolo incollerito invia la Bestia, sapendo che il tempo è poco. Chi comprende questi argomenti riconosca il numero della Bestia, poiché è un numero umano. Il suo numero è seicentosessantasei), sono tratti dal libro di Rivelazione (o Apocalisse) contenuto nella Bibbia. Il brano è narrato dall’attore Vincent Price (sebbene non fu mai Price ad incidere la canzone, bensì un imitatore, dato che lo stesso Price pretese “non meno di 25.000 sterline” dal gruppo, che, ancora agli esordi, la ritenne una spesa eccessiva).
Il gruppo non fa molto caso alle polemiche e dà il via al tour The Beast on the Road, in cui gli Iron Maiden ricoprono il ruolo di Headliner per quasi tutte le tappe, tranne che negli Stati Uniti dove in alcune date aprono ai Rainbow, ad Ozzy Osbourne e ai 38 Special. Tuttavia il 29 giugno, al loro primo concerto da Headliner, a New York si registra il tutto esaurito e durante lo Show compaiono nuove scenografie che ruotano attorno ad un gigantesco pupazzo di Eddie. Anche grazie a Dickinson e Smallwood, che contribuiscono alla stabilità del gruppo, il gruppo si presenta ancora più dinamico e scatenato, con esibizioni Live caratterizzate da una più accesa teatralità.
La fama mondiale (1983-1986)
Terminata la tournée, la band si prende un periodo di riposo alle Bahamas dove registra il nuovo album, intitolato Piece Of Mind (1983), subito seguito dal World Piece Tour. Il disco vede l’entrata in scena del nuovo batterista Nicko McBrain, ex collaboratore di Pat Travers e dei Trust, inserito nella band dopo la defezione di Clive Burr, uscito per problemi di stress e salute.
Musicalmente l’album presenta nuove influenze sonore, mutuate dalla scuola Progressive Rock, risultando meno massiccio dei precedenti grazie all’inserimento di brani più melodici e strutturalmente più complessi e ricercati . Gran parte di queste novità sono dovute proprio allo stile più tecnico e raffinato di McBrain, a differenza di quello di Burr che era più diretto ed incisivo. Un ulteriore aiuto venne da Dickinson che, grazie alla sua laurea in storia e letteratura, compose testi molto colti (ad esempio
Sempre alle Bahamas, il quintetto registra nel 1984 il suo quinto album, intitolato Powerslave. Il disco riscuote anch’esso un enorme successo, centrando la seconda posizione delle classifiche nazionali e ripresenta sonorità più dure, conservando allo stesso tempo i tratti progressive inseriti nel precedente Piece Of Mind. A caratterizzare principalmente questo prodotto è l’ispirazione del gruppo verso la civiltà Egizia, con frequenti riferimenti nei testi dei brani alla cultura e alle credenze di questo popolo antico. I due singoli
Il loro successivo tour mondiale, il World Slavery Tour, fu il più lungo mai sostenuto dalla band: durò complessivamente tredici mesi, per un totale di 360 concerti. Alle date del tour si aggiunsero anche la partecipazione, come Headliners, al festival Rock in Rio (dove suonano di fronte ad un pubblico stimato tra i 250.000 e i 350.000 spettatori), e durante le quattro serate di “tutto esaurito” alla Long Beach Arena viene registrato il Live After Death (1985), considerato dalla stampa di settore uno dei più grandi dischi dal vivo nella storia del genere. È noto che, durante questo concerto, Bruce Dickinson gridò: « Scream for me, Long Beach!!! »
Le innovazioni (1986-1989)
Dopo un lungo periodo di riposo, durante il quale ciascuno dei componenti la band si dedica alle rispettive famiglie, la band torna in studio di registrazione e nel 1986 fa uscire l’album Somewhere In Time, disco che evidenzia un’evoluzione musicale per il gruppo. La moda del periodo, infatti, che prevede un largo utilizzo di suoni sintetizzati e di cui fanno largo uso anche importanti artisti Heavy Metal come Ozzy Osbourne, Judas Priest e Kiss, contagia anche gli Iron Maiden che affiancano per la prima volta tali suoni alle chitarre ed al basso, mantenendo comunque uno stile sempre duro e gli stilemi progressive adottati nelle loro ultime produzioni.
]Importante risulta il contributo di Adrian Smith, che partecipa in maniera evidente alla composizione dei testi e delle musiche (ad esempio, il pezzo
Dopo due anni di concerti, gli Iron Maiden tornano in studio e nel 1988 lanciano sul mercato Seventh Son Of A Seventh Son. Nel disco sono ancora una volta avvertibili i sintetizzatori, accompagnati però da un notevole inasprimento dello stile del gruppo, e la voce di Dickinson è più dura e tagliente. Anche questo disco suscita polemiche per gli espliciti riferimenti a Satana, tant’è che alcuni detrattori considerano gli Iron Maiden seguaci dell’occultista Aleister Crowley, figura peraltro ritenuta affascinante da Bruce Dickinson, tanto che il cantante dedicherà proprio a questo misterioso personaggio il film Chemical Wedding, uscito recentemente nelle sale inglesi. I linciaggi che il gruppo subisce non impediscono comunque al disco di diventare uno strepitoso successo, piazzandosi al 1° posto delle classifiche britanniche, trainato da singoli acclamati dal pubblico come
Primi anni ‘90 (1990-1993)
Dopo un periodo in cui il gruppo sembra aver trovato solidità nell’organico, Adrian Smith annuncia la sua uscita dalla band per intraprendere una nuova carriera solista: nel 1989 pubblicherà il disco Silver And Gold, sotto il nome di ASAP (Adrian Smith Audio Project). Al suo posto viene ingaggiato Janick Gers, in precedenza nel gruppo del vocalist dei Deep Purple, Ian Gillan.
Con la nuova formazione, gli Iron Maiden incidono un altro album nel 1990, intitolato No Prayer For The Dying. Il disco segna l’abbandono del sound sintetizzato, con un ritorno allo stile più ruvido degli esordi. Nonostante il numero di vendite sufficiente, il gruppo è accusato da critici e fans di aver perso di spessore, vena creativa e tecnica rispetto alle uscite precedenti. Tuttavia il singolo
L’album seguente, intitolato Fear Of The Dark, esce nel 1992. Anche questa pubblicazione riceve qualche critica per le stesse ragioni di No Prayer For The Dying, ma si rivela comunque più valida della precedente in termini di popolarità e di vendite, raggiungendo il 2° posto nelle charts Inglesi, grazie anche alla famosa traccia omonima, punto fisso della band in sede Live. Anche pezzi come
Il Fear of the Dark Tour vede gli Iron Maiden approdare anche al Monsters Of Rock del 1992, tenutosi al Castello di Donington insieme a Slayer, W.A.S.P., Skid Row ed altre band. Dalla data di Donington viene anche tratto un album dal vivo, denominato Live At Donington. Un altro tour, chiamato A Real Live Tour, viene allestito per il 1993. Da questa serie di concerti vengono tratti altri due lavori Live, A Real Live One ed A Real Dead One, recentemente riuniti in un doppio album dal titolo A Real Live Dead One.
L’era di Blaze Bayley (1993-1999)
Alla fine del Real Live Tour, Dickinson annuncia di voler lasciare la band. La fonte di questa decisione è da ricercare nell’insieme di numerosi fattori: i dissidi con Harris, la sua carriera ostacolata dal tempo trascorso con gli Iron Maiden e, non da ultimo, la voglia del cantante di cimentarsi in qualcosa di diverso (Bruce iniziò una propria carriera già nel 1990). La sua uscita lasciò impietriti numerosi fans, rimasti affascinati dalla sua voce e dalla sua presenza scenica che tanto avevano contribuito alla notorietà del gruppo.
La band si rimette così in cerca di un cantante. Le audizioni puntano, per volere di Harris, a scartare immediatamente i cantanti non Inglesi (si dirà che l’ex Helloween, Michael Kiske, non venne preso dal gruppo perché Tedesco), e fra i cantanti bocciati è annoverato, tra gli altri, lo scozzese Doogie White, che oggi canta per Yngwie Malmsteen. Alla fine il prescelto è Blaze Bayley, giovane voce dei Wolfsbane, dalla voce profondamente diversa da quella di Bruce Dickinson, per tonalità molto più basse e meno incisive.
A tre anni da Fear Of The Dark, gli Iron Maiden pubblicano nel 1995 il loro decimo album intitolato The X Factor, seguito a settembre dalla partenza della nuova tournée, The X Factour. Il disco segna una nuova grande svolta nel sound, che diviene molto più cupo ed intimista. Cause principali di questo cambio sono il sacrificio, deciso dalla produzione, di parte della potenza delle chitarre (per la prima volta da Killers non è più Martin Birch a produrre l’album), la voce di Blaze e i problemi familiari di Harris (morte del padre e separazione dalla moglie). Lo stesso incipit dell’album presenta già un punto di rottura rispetto al passato; al posto di un’ “Opener” veloce e diretta, viene scelta come prima traccia la cupa
Nel 1996 esce intanto la raccolta Best of the Beast, stampata anche nella versione limitata con un doppio CD che contiene anche un singolo inedito,
Il tour di supporto a quest’album, così come il precedente, evidenzia un diverso stile sonoro per via della timbrica di Bayley che conferisce nuovo tocco ai vecchi pezzi cantati da Dickinson, con l’intenzione di non infangare la pesante eredità del suo illustre predecessore. Al ritorno dal tour, Bayleyesce dagli Iron Maiden, per cause mai rese ufficiali. Il cantante indica la Sanctuary Records come responsabile della rottura del suo sodalizio artistico con la band e disse che le cause furono le pressioni esercitate dalla Sanctuary, assieme al management del gruppo, su Harris per mandarlo via. Nonostante qualche tensione avuta in passato con gli altri componenti, Bayley ha dichiarato di essere in buoni rapporti con gli Iron Maiden e ha definito Harris una persona onesta.
Dopo la sua defezione, iniziano a circolare alcuni voci circa un possibile ritorno di Bruce Dickinson, caratterizzate da un susseguirsi di smentite e conferme. Nel 1999, dopo circa un anno, i media annunciano il ritorno di Dickinson nel gruppo e l’aggiunta inaspettata di Adrian Smith, che nel frattempo aveva collaborato al progetto solista dello stesso Dickinson. Con il ritorno dello storico vocalist e di Smith, gli Iron Maiden divengono così un sestetto composto da tre chitarre.
Il rilancio (2000-2005)
Il ritorno di Smith e Dickinson permette di recuperare l’attenzione dei fans delusi dall’era Bayley. Per questo motivo la band , intendendo celebrare il ritorno alla vecchia formazione, dà il via ad un tour (insolitamente breve) di riconciliazione col pubblico, The Ed Hunter Tour, durante il quale i sei si ritrovano a suonare brani di vecchia data come
Dopo il tour, il gruppo scrive e registra in breve tempo l’album Brave New World, che esce nel maggio del 2000. Questo lavoro riprende la sottile vena “progressive” andata persa dopo Seventh Son Of A Seventh Son. Il tour che segue l’uscita dell’album, il Brave New World Tour, è un trionfo, culminato nella fantastica performance al Rock in Rio di Rio de Janeiro davanti a più di 250.000 persone. Il concerto viene immortalato nel Live intitolato, appunto, Rock in Rio, uscito sia in doppio CD che in doppio DVD. Terminata la tournèe la band si concede una pausa per poi ripartire per un nuovo tour, il Give Me Ed… Till I’m Dead, che propone ancora una scaletta incentrata sul passato della band, anche con lo scopo di celebrare il doppio DVD di recente uscita.
Nel 2003 viene pubblicato un nuovo album, Dance Of Death che si presenta con un sound più elaborato del precedente, carico di venature Rock & Roll. I pezzi mantengono comunque una certa varietà, come rilevabile dalla stessa title-track
Il Dance Of Death World Tour si dimostra superiore, in termini di successo, del precedente e in molte tappe fu registrato il tutto esaurito. Dal concerto tenuto alla Westfallenhalle Arena di Dortmund, Germania, il 24 novembre 2003, viene anche tratto un altro live (doppio CD e doppio DVD), chiamato Death On The Road, uscito nell’agosto 2005. Un altro concerto della tournèe che riscuote un grandioso successo è quello che si tiene nel South Wisconsin insieme ad altri gruppi Heavy Metal come i Moulin Rouge e gli W.A.S.P.. Il tour tocca anche l’Italia con le due date di Milano (27 ottobre) e Firenze (28 ottobre).
Verso la fine del 2004 esce anche un DVD, The Early Days, che presenta la storia del gruppo vissuta negli anni dei primi quattro album; di supporto a questa uscita, nel 2005 parte l’Eddie Rips Up The World Tour, durante il quale gli Iron Maiden si esibiscono su grandi palcoscenici, riprendendo le scenografie dei tour degli esordi e suonando pezzi tratti dal primo disco Iron Maiden al più recente Piece Of Mind.
Nel 2004 inaugurano il “Clive Aid”, un particolare concerto i cui incassi sono devoluti al loro ex batterista Clive Burr (affetto da sclerosi multipla) e alle associazioni per la ricerca sulla malattia. Lo spettacolo replicherà anche nel 2005, nel 2006 e nel 2007, con la partecipazione di altri artisti famosi come Ian Paice, Tony Iommi, Girlschool, Sex Pistols, Paul Di’Anno, Tygers Of Pan Tang e molti altri.
Nel 2005, per l’anniversario dei 25 anni di carriera della band, è la volta di Numbers From The Beast, disco composto da covers dei brani più celebri degli Iron Maiden eseguite da artisti di band differenti; all’iniziativa aderisce anche l’ex cantante Paul Di’Anno che incide con la sua band una cover di
Anni recenti (2005-oggi)
Nel 2005, per festeggiare i 25 anni dal primo album e i 30 dalla loro formazione, ripropongono il singolo
Il 19 agosto dello stesso anno, sono ammessi nel Guitar Center’s Hollywood Rockfame dove, in una cerimonia pubblica, lasciano le proprie impronte accanto a quelle di altre note celebrità come Eric Clapton, Lou Reed, gli Aerosmith, i Van Halen, Carlos Santana ed altri grandi della musica, entrando di fatto nella storia del genere e lasciando un segno indelebile nella carriera del gruppo.
Nell’agosto del 2006 esce, preceduto dal singolo
La band rimane molto soddisfatta dell’album, a tal punto che decide di riproporlo interamente durante i concerti successivi alla pubblicazione, assieme ad altri 5 pezzi storici, ovvero The Evil That Man Do,
Tornano in Italia, in occasione del tour per celebrare i 25 anni dall’uscita di The Number Of The Beast, chiamato A Matter of the Beast. In questo tour i Maiden suonarono, tra gli altri, 5 brani tratti dall’ultimo album e 5 tratti da The Number Of The Beast. I due concerti si svolgono a Venezia, il 14 giugno 2007 all’Heineken Jammin’ Festival e a Roma il 20 giugno 2007 per un “Headliner Stadium Show” allo Stadio Olimpico affiancati da altri gruppi come i Motörhead, i Machine Head, i Mastodon, i Sadist e la figlia di Steve Harris, Lauren.
Il 2008 li vede di nuovo in tour, con il Somewhere Back in Time, che comprende brani che vanno dall’omonimo debutto
Il 31 dicembre 2007 gli Iron Maiden hanno innaugurato il loro speciale aereo per i tour, un Boeing 757 bianco marchiato con il logo della band e l’immagine della loro mascotte Eddie risalente all’era Powerslave dipinta sulla coda. L’8 gennaio il 757 è stato battezzato “Ed Force One” a seguito di un sondaggio sul loro sito ufficiale.
Il 10 maggio 2008 è uscito il loro Best Of, Somewhere Back In Time (Best of ‘80-‘89), che comprende brani tratti dagli album sin dal lontano Iron Maiden fino al più recente Seventh Son Of A Seventh Son. Il Best Of è disponibile digitalmente, scaricabile da Internet, in versione CD e in versione doppio LP Picture Disc. Durante il tour estivo il cantante Bruce Dickinson ha dichiarato l’intenzione di entrare in studio in ottobre per le registrazioni del nuovo album verosimilmente atteso per il 2009. Il gruppo ha pubblicato ad aprile 2009 un lungometraggio titolato: Flight 666. Il film documenta il Somewhere Back in Time World Tour del 2008 e comprende, oltre ad immagini dei concerti e del backstage, delle riprese effettuate in giro per il globo a bordo del famoso Ed Force One (il 757 customizzato con le grafiche della band) tra 23 date con il “tutto esaurito” in 13 differenti Stati. Il film è stato girato in alta definizione con audio 5.1 ed è stato presentato ufficialmente il 21 aprile in diversi cinema sparsi per il mondo.
Nuovo album
Di recente il cantante Bruce Dickinson e il bassista Steve Harris hanno annunciato che l’uscita del nuovo album è prevista per il 2010, quindi con un anno di ritardo rispetto a quanto lo stesso Dickinson aveva precedentemente annunciato. In un’intervista radiofonica il batterista Nicko McBrain ha annunciato che sono pronte 8 canzoni e altre sono ancore in fase di composizione. Ha inoltre aggiunto che l’album non dovrebbe uscire prima del 2011.
Influenze
Gli Iron Maiden sono considerati una delle colonne portanti dell’Heavy Metal, genere in cui hanno giocato il ruolo di ispiratori contribuendo alla nascita di alcuni suoi sottogeneri. Il gruppo (ma del resto tutta la N.W.O.B.H.M.) ebbe grande influenza su Speed e Thrash Metal ed è inoltre accreditato tra i più influenti per il Power Metal ed il Melodic Death Metal. I Metallica furono notevolmente influenzati dal gruppo di Steve Harris, tant’è che Lars Ulrich, in un’intervista concessa nel novembre 1987, disse: «Loro, più di ogni altra band, sono responsabili di aver aperto le porte all’Heavy Metal negli anni ‘80. Sono stati una grande ispirazione per gruppi come noi.
Gli Slayer, durante i loro esordi, suonavano cover degli Iron Maiden (oltre a quelle dei Judas Priest) in vari locali della California e Tom Araya citò il gruppo Britannico una grande influenza per il disco d’esordio del suo gruppo, Show No Mercy. Björn Gelotte (In Flames) disse sugli Iron Maiden: «Credo che abbiano influenzato la nostra epoca. Credo che abbiano avuto un enorme impatto su tutti gli aspiranti cantautori.» Alexi Laiho disse che il gruppo Britannico influì su certe armonie e certi assoli di chitarra dei Children of Bodom. Per tributare la band, i Dream Theater hanno suonato più volte dal vivo l’intera tracklist dell’album The Number Of The Beast.
Altri gruppi come Gamma Ray, Angra, Running Wild, Arch Enemy, Dismember, Fates Warning, Trivium, Soilwork e Unearth considerano gli Iron Maiden un importante influsso musicale.
Premi e riconoscimenti
Gli Iron Maiden sono, tra gli artisti Heavy Metal, uno dei gruppi che vanta il maggior successo commerciale, avendo venduto oltre 100 milioni di copie. Nel 2002 sono stati anche premiati con l’Ivor Novello Award, per i loro successi internazionali.
Si sono piazzati al #24 della classifica VH1 dei 100 migliori artisti Hard Rock e, secondo il programma VH1 Classic: Top 20 Metal Bands, sono anche il quarto gruppo Heavy Metal per importanza. Le canzoni Run to the Hills e
Mascotte
Edward The Head, poi abbreviato in Eddie T. H. è la mascotte degli Iron Maiden creata da Derek Riggs. Nato come semplice maschera kabuki, che doveva servire da “ornamento” del palco su cui si sarebbe esibita la band, ha finito ben presto per ingigantirsi seguendo il progressivo ingrandimento dei palchi su cui il gruppo si esibiva, fino alla nascita del cosiddetto “Walking Eddie”, ovvero una mastodontica versione tridimensionale e semovente del pupazzo, accompagnata da sempre più elaborate scenografie.
Autore modifica: gio_rock (data: Gen 27 2010, 0:00)
Collegamento alle fonti (visualizza cronologia)
Wikipedia: Iron Maiden
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