Georg Friedrich Händel (Halle sul Saale, 23 febbraio 1685 – Londra, 14 aprile 1759) è stato un compositore tedesco.

Nacque nella città di Halle, nella regione tedesca della Sassonia, da una famiglia borghese (il padre era un barbiere-cerusico) e trascorse gran parte della vita all’estero, frequentando numerose corti europee. Morì a Londra all’età di settantaquattro anni.

Händel visse dal 1706 al 1710 in Italia, dove raffinò la sua tecnica compositiva, adattandola a testi in italiano; rappresentò opere nei teatri di Firenze, Roma, Napoli e Venezia e conobbe musicisti coevi come Scarlatti, Corelli, Marcello. A Roma fu al servizio del cardinale Pietro Ottoboni, mecenate anche di Corelli e Juvarra.

La prima opera di Händel andò in scena, con successo, nel 1707 a Firenze: era quel Rodrigo che è stato recuperato solo in tempi recenti, per la prima rappresentazione in epoca moderna, dall’Accademia Musicale Chigiana di Siena.

Gli italiani lo salutarono col grido “Viva il caro Sassone” a Venezia nel 1709 al debutto dell’opera Agrippina, la prima a giungere nella sua integrità ai nostri giorni. Questo appellativo venne in seguito talvolta condiviso con Händel da un altro grande compositore tedesco, Johann Adolph Hasse, che fece dell’Italia la sua patria d’elezione.

Dopo essere stato per breve tempo direttore musicale alla corte di Hannover, nel 1711 si trasferisce a Londra per rappresentarvi il Rinaldo, che riscuote un notevole successo. A Londra Händel decide così di stabilirsi e fondare un teatro reale dell’opera, che sarà conosciuto come Royal Academy of Music. Fra il 1720 e il 1728, scriverà per questo teatro quattordici opere.

Contemporaneo di Johann Sebastian Bach, Händel fu - a differenza di questi che visse prevalentemente nei piccoli borghi della Turingia, fino a Dresda e Lipsia - più aperto ad esperienze nei maggiori centri europei e nelle maggiori corti (Roma, Firenze, Napoli, Amburgo etc. per poi approdare definitivamente a Londra, con viaggi temporanei successivi) e ricettivo nell’elaborazione di stilemi propri che comunque tennnero sempre conto di tutte le caratteristiche peculiari timbriche che la musica del primo Settecento aveva prodotto - il solenne fugato sassone da Buxtehude, la sonata da camera e da chiesa da Corelli, l’aria col da capo da Alessandro Scarlatti, l’ouverture francese da Lully, l’immediata cantabile melodia delle canzoni da Purcell - in un’unica soluzione di sintesi che nella storia della musica ha pochi eguali.

Händel compose almeno quaranta opere per il teatro - fra cui molte di genere serio - diventate famose (e molte delle quali tutt’oggi rappresentate in tutto il mondo).
Fu autore anche di trentadue oratori altrettanto celebri (incluso il suo capolavoro Messiah).

Scrisse poi molte pagine di musica per orchestra. Tra esse comprendevano inni ed anthem, sorta di inni celebrativi, e sonate sacre, oltre a centodieci cantate, venti concerti e trentanove fra sonate, fughe, suite per cembalo. Tra i suoi lavori più noti ci sono senz’altro i 12 concerti grossi dell’opera 6.

Autore modifica: Claska (data: Ott 31 2007, 22:09)

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