Flea
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AlanBalzary sta ascoltando Flea – Pedestal of Infamy
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Biografia
Uno stesso gruppo che ha realizzato tre album con tre nomi diversi, prima come Flea in the Honey, con i musicisti identificati solo da pseudonimi inglesi, poi come Flea, e infine col nome di Etna.
Il gruppo era siciliano, ma si trasferì a Roma, ed è stato uno dei tanti a partecipare allo storico (e per questo motivo nominato spesso in queste pagine) Festival Pop di Viareggio del 1971, e nello stesso anno pubblicò il primo album per l’etichetta Delta, con brevi canzoni, uno stile influenzato dall’hard rock e totalmente cantato in inglese.
I componenti del gruppo erano nascosti da nomi inglesi, e la casa discografica tentò probabilmente di promuoverli come uno dei tanti gruppi stranieri in cerca di fortuna in Italia. Ci sono comunque dei buoni momenti, come Mother Mary uscita anche su singolo con Louise (my little ship) (una canzone registrata anche da Cyan e Middle of the Road), ma generalmente l’album manca di personalità.
Dopo altre apparizioni dal vivo, come nel festival di Villa Pamphili, il gruppo abbreviò il nome in Flea e realizzò un secondo album per la Fonit, muovendosi verso un sound molto più progressivo.
Topi o uomini è un lavoro molto più maturo e riuscito del precedente, con il lato A contenente il lungo brano omonimo di circa 20 minuti e tre brani più corti sul lato B.
Il suono del gruppo è molto più originale, con buone parti cantate in italiano e lunghe parti strumentali, generalmente dominate dalla chitarra.
Dopo Topi o uomini, Elio Volpini lasciò il gruppo per entrare nell’Uovo di Colombo, e venne sostituito da Fabio Pignatelli (dal gruppo romano Le Rivelazioni), che suonò con i Flea in due tournée per poi formare i Cherry Five e poi i Goblin.
Il gruppo era siciliano, ma si trasferì a Roma, ed è stato uno dei tanti a partecipare allo storico (e per questo motivo nominato spesso in queste pagine) Festival Pop di Viareggio del 1971, e nello stesso anno pubblicò il primo album per l’etichetta Delta, con brevi canzoni, uno stile influenzato dall’hard rock e totalmente cantato in inglese.
I componenti del gruppo erano nascosti da nomi inglesi, e la casa discografica tentò probabilmente di promuoverli come uno dei tanti gruppi stranieri in cerca di fortuna in Italia. Ci sono comunque dei buoni momenti, come Mother Mary uscita anche su singolo con Louise (my little ship) (una canzone registrata anche da Cyan e Middle of the Road), ma generalmente l’album manca di personalità.
Dopo altre apparizioni dal vivo, come nel festival di Villa Pamphili, il gruppo abbreviò il nome in Flea e realizzò un secondo album per la Fonit, muovendosi verso un sound molto più progressivo.
Topi o uomini è un lavoro molto più maturo e riuscito del precedente, con il lato A contenente il lungo brano omonimo di circa 20 minuti e tre brani più corti sul lato B.
Il suono del gruppo è molto più originale, con buone parti cantate in italiano e lunghe parti strumentali, generalmente dominate dalla chitarra.
Dopo Topi o uomini, Elio Volpini lasciò il gruppo per entrare nell’Uovo di Colombo, e venne sostituito da Fabio Pignatelli (dal gruppo romano Le Rivelazioni), che suonò con i Flea in due tournée per poi formare i Cherry Five e poi i Goblin.
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