Biografia

I Bon Jovi sono una band Hard Rock americana, proveniente dal New Jersey, che ha venduto più di 100 milioni di dischi nel corso degli anni 1980, anni 1990 e anni 2000, e suonato dal vivo nelle maggiori città di tutto il mondo. Il gruppo è stato a lungo classificato nel genere Glam Metal, soprattutto per quel che riguarda la prima parte di carriera, ma ha dato prova di essere molto più longevo della maggior parte dei gruppi così etichettati. La band è stata fonte di ispirazione per molti gruppi più recenti.

Il cantante Jon Bon Jovi iniziò a suonare pianoforte e chitarra a tredici anni, imparando le canzoni di Elton John. A quell’età, Bon Jovi fondò la sua prima band, i Raze. A sedici anni avvenne l’incontro con David Bryan (Bryan David Rashbaum). I due si incontrarono frequentando lo stesso liceo (Sayreville War Memorial High School) e decisero di fondare una cover band di R&B chiamata Atlantic City Expressway, suonando nei locali del New Jersey, pur essendo minorenni. Sempre nello stesso periodo Jon Bon Jovi suonò nella band Jon Bon Jovi and the Wild Ones, girando i locali del New Jersey come il “Fast Lane” e aprendo concerti per musicisti di rilevo locale.

Durante l’estate del 1982, finita la scuola e con un lavoro part-time in un negozio di scarpe, Jon riuscì a trovare un impego ai Power Station Studios, uno studio di registrazione di Manhattan di cui suo cugino, Tony Bongiovi, era comproprietario. Bon Jovi registrò numerosi demo (uno dei quali prodotto da Billy Squier) che mandò a svariate case discografiche, ma senza ottenere risultati.

A diciannove anni, Bon Jovi fece la sua prima esperienza in studio, cantando la canzone “R2-D2 We Wish You a Merry Christmas” di Meco Monardo e Daniel Oriolo inclusa dell’album di canzoni natalizie di Guerre Stellari, Christmas in the Stars, prodotto da Tony Bongiovi agli studi Power Station e distribuito dall’etichetta RSO.

Nel 1983, una radio locale (la WAPP 103.5FM “The Apple”) promosse un concorso, insieme alla St. John University, per gruppi rock senza contratto discografico. Bon Jovi partecipò utilizzando musicisti di studio per registrare “Runaway” (scritta nel 1980). Dopo aver vinto il concorso, il pezzo diventò un successo dell’estate di quell’anno. I musicisti che aiutarono Bon Jovi nelle registrazioni del pezzo, noti come “The All Star Review” erano Tim Pierce (chitarra), Roy Bittan (tastiere), Frankie LaRocka (batteria) and Hugh McDonald (basso).

A quel punto Bon Jovi aveva disperatamente bisogno di un gruppo. I futuri membri si erano già incontrati durante i loro inizi, ma la formazione attuale non si perfezionò fino al marzo del 1983. Bon Jovi chiamò Dave Bryan, che a sua volta chiamò Alec John Such and Tico Torres.

Per il posto da chitarrista vi fu un succedersi di numerosi elementi, fino all’arrivo di Richie Sambora. Prima di allora, Sambora era stato in tour con Joe Cocker, aveva suonato con un gruppo di nome Mercy ed era fresco reduce da un provino per entrare nei Kiss. Il chitarrista aveva anche suonato nell’album “Lessons” dei Message, che fu successivamente riedito su CD.Sambora era conosciuto anche per aver parecipato al film “Staying alive” seguito di “Saturday night fever” interpretato da John Travolta e diretto da Silver Stallone.

Tico Torres era un esperto musicista già allora. Aveva partecipato a jam session con Miles Davis e aveva suonato dal vivo con The Marvelettes e Chuck Berry. Aveva partecipato alle registrazioni di ben ventisei dischi e appena finito il terzo album dei Frankie and the Knockouts (una band del Jersey che ebbe qualche singolo in classifica nei primi anni ‘80).

Durante uno show in cui i Bon Jovi aprirono per gli Scandal, un discografico (Derek Shulman) li notò e li mise sotto contratto con la Polygram.

L’album di debutto Bon Jovi, uscì il 21 gennaio 1984. Fu disco d’oro negli U.S.A. (vendendo più di 500.000 copie) ed uscì anche sul mercato britannico. Il gruppo si trovò così ad aprire i concerti degli ZZ Top al Madison Square Garden (prima ancora che il disco fosse nei negozi), e per Scorpions e Kiss in Europa. Fecero anche un’apparizione nel famoso programma televisivo American Band Stand.

Nel 1985 esce il secondo album 7800° Fahrenheit, ma la risposta del pubblico fu fredda. La più importante rivista di Heavy Metal britannica Kerrang!, che aveva accolto molto positivamente l’album di debutto, defini il disco “una pallida imitazione dei Bon Jovi che conoscevamo e che avevamo imparato ad amare”. I Bon Jovi stessi dissero in seguito che avrebbe potuto e dovuto essere un disco migliore.

Il terzo album, Slippery When Wet, proietta la band verso un successo internazionale con successi come “You Give Love a Bad Name”, “Livin’ On A Prayer”, and “Wanted Dead or Alive”. Bon Jovi ha raccontato che il disco prese questo titolo dai segnali stradali presenti sulle autostrade americane. Bryan dichiarò invece: “Durante le registrazioni del disco frequentavamo assiduamente un club di strip-tease dove delle ragazze incredibilmente belle si versavano addosso acqua e sapone. Diventavano così scivolose che non riuscivi a stringerle neanche se era la cosa che volevi di più al mondo. Uno di noi urlò ‘Slippery when wet!’ (scivolose se bagnate) e gli altri immediatamente realizzarono: doveva essere il titolo del nuovo disco! In origine pensavamo di mettere in copertina una foto con delle enormi tette, veramente grosse,, ma scoprimmo che il Parents Music Resource Center (un’associazione moralista controllata da Tipper Gore, moglie dell’allora Vice Presidente degli Stati Uniti Al Gore) aveva intenzione di denunciarci, mettendoci così in un grosso guaio. Perciò usammo una copertina più “tranquilla”.

Il disco ha venduto, nel mondo, più di venticinque milioni di copie dall’uscita sul mercato avvenuta verso la fine del 1986, risultando ancora oggi uno dei dischi rock più venduti nella storia della musica. Durante il tour che seguì, Jon Bon Jovi ebbe dei problemi con la propria voce. Le note particolarmente acute e il ritmo frenetico dei concerti minacciavano di provocargli dei danni permanenti alle corde vocali. Con l’aiuto di un maestro di canto riuscì a finire il tour. Da quel momento in poi, il leader della band cominciò a cantare su tonalità leggermente più basse.

L’album successivo fu New Jersey del 1988. Fu registrato molto in fretta alla fine della tournée di Slippery When Wet perché la band voleva dimostrare che l’enorme successo del disco precedente non sarebbe rimasto un’eccezione. Il prodotto fu uno degli album preferiti dai fans, contenente pezzi come “Bad Medicine” e “Lay Your Hands On Me” che sono tuttora stabilmente nelle scalette dei concerti dal vivo. Nonostante questo New Jersey portò quasi allo scioglimento del gruppo. La band ricomincio quasi subito un altro tour lungo e massacrante, nonostante la stanchezza del tour precedente non fosse ancora stata smaltita.La band riuscì però a restare unita e si prese una lunga e salutare pausa prima di tornare in studio nuovamente.

Tra il 1990 e il 1992 i membri della band percorrono strade diverse. Jon Bon Jovi compone la colonna sonora per il film Young Guns II, nel quale egli stesso recita, con l’aiuto tra gli altri di Elton John, Aldo Nova e Jeff Beck. Richie Sambora nel 1991 dà alle stampe un album da solista Stranger in This Town. David Bryan scrive la musica per il film Netherworld, ma viene anche ricoverato in ospedale per una malattia causata da un parassita sudamericano. Tico Torres evita completamente di occuparsi di musica per tutto il periodo. Alec John Such cade dalla sua moto, “proprio in quel senso, fermo davanti alla porta di casa mia”. L’incidente danneggia un muscolo in modo permanente e questo lo costringe ad adottare una nuova tecnica che gli consenta di poter suonare il suo strumento.

La band ritorna con l’album Keep the Faith nel 1992. Il suono è più maturo e i testi più introspettivi. Vi troviamo i singoli “Bed of Roses”, “Keep the Faith” e “In These Arms”. Altre canzoni particolarmente amate dai fans sono le epiche “Dry County” and “I Believe”.

Nel 1994, esce la prima raccolta di successi intitolata “Cross Road”, che include anche tre nuove canzoni: la famosa “Always” e “Someday I’ll Be Saturday Night”, insieme ad una nuova versione della ormai storica “Livin’ on a Prayer.”

Alec John Such lascia la band dopo questo disco. Anche se non è mai stato ufficalmente rimpiazzato, Hugh McDonald si è occupato di suonare il basso fin da allora.

Riguardo all’abbandono del bassista Jon Bon Jovi ha detto: “Certo che fa male. Ma ho imparato ad accettarlo e rispettarlo. Il fatto è che sono lavoro-dipendente, dentro e fuori dallo studio, su e giù dal palco, il fatto che io voglia avere a che fare con la musica giorno e notte non significa che tutti gli altri debbano per forza adeguarsi a questo ritmo. Alec voleva prendersi una pausa, perciò non è stata completamente una sorpresa.”

Con il disco del 1995 These Days, i Bon Jovi portano ulteriormente avanti il suono rock più maturo già adottato con “Keep the Faith”. Il disco nel complesso è decisamente più “scuro” e meno “tirato” rispetto alla cifra stilistica del gruppo, ed il risultato è che solo un singolo arriva ai vertici delle classifiche americane, “This Ain’t a Love Song”. Tuttavia le altre canzoni diventano sufficientemente popolari da conquistare ottimi piazzamenti nelle classifiche europee.

Durante il tour seguente, nel 1995, la band suona in uno stadio di Wembley completamente esaurito per tre sere consecutive, che verranno unanimente considerate le loro migliori esibizioni live in assoluto. Successi come “Livin’ On A Prayer”, “Keep The Faith”, una intensa versione di “Always” e i pezzi del nuovo disco rendono particolarmente memorabile quel week-end in cui l’album arriva al numero 1 nel Regno Unito. Le riprese di questi concerti verranno poi raccolte in una videocassetta, recentemente edita anche in dvd.

Durante il periodo tra il 1996 e il 1999, i Bon Jovi decidono di prendersi una meritata vacanza dal gruppo, e ognuno ne approfitta per provare nuove esperienze. Escono perciò altri dischi solisti: Destination Anywhere di Jon Bon Jovi nel 1997, Undiscovered Soul di Richie Sambora e Lunar Eclipse di David Bryan.

Dopo la sospensione di quasi tre anni durante i quali i membri della band lavorano ai propri progetti personali, i Bon Jovi si ritrovano nel 1999 per cominciare a lavorare al successivo album di studio. Il risultato Crush esce nel 2000 e raccoglie un enorme successo sia negli USA che in Europa, in parte grazie al travolgente singolo “It’s My Life”, scritta insieme al famoso produttore svedese Max Martin. Crush, che porta con sé altri successi come “Say It Isn’t So” e “Thank You for Loving Me”, diventa rapidamente il maggior successo della band dai tempi di “Cross Road”, e aiuta i Bon Jovi a farsi conoscere anche da un pubblico più giovane. Il tour di questo disco, che comincia nell’estate del 2000, prevedeva in origine solo una sessantina di date. L’improvvisa crescita di popolarità moltiplica le richieste di concerti e così la band rimane in giro per il mondo fino alla metà del 2001, passando alla storia per essere stata l’ultima a suonare nel mitico Wembley Stadium di Londra prima della sua demolizione, il 20 agosto 2000. Durante il tour esce una raccolta di brani live intitolata One Wild Night: Live 1985-2001.

Verso la fine del 2002 vede la luce il nuovo capitolo della discografia dei Bon Jovi. Bounce non riesce a ripetere il successo del predecessore pur contenendo due singoli come “Everyday” e “Misunderstood”. Il gruppo inizia il tour americano durante il quale passa nuovamente alla storia per “chiudere” musicalmente il Veteran’s Stadium di Philadelphia, prima della sua demolizione appunto.

Subito dopo la fine del tour, avvenuta nell’agosto del 2003, i Bon Jovi intraprendono un nuovo progetto ambizioso ed unico. Partendo dall’idea di assemblare una serie di esecuzioni acustiche dal vivo, la band finisce con il riscrivere, registrare e reinventare 12 dei loro maggiori successi. This Left Feels Right esce nel novembre del 2003, e nel titolo c’è un riferimento al “left turn” che il gruppo ha fatto durante le registrazioni delle canzoni. Tale album viene celebrato con due concerti dal vivo, il 14 e 15 novembre 2003 al Borgata Hotel Casino & spa di Atlantic City; in entrambe le date i Bon Jovi eseguono tutte le canzoni inserite nel cd “This Left Feels Right” con l’aggiunta di alcune cover e di altri vecchi successi tutto in chiave acustica. Tali concerti sono stati riuniti in un dvd dal titolo “This Left Feels Right LIVE” uscito a febbraio del 2004.

Sempre nel corso del 2004 il gruppo dà alle stampe il cofanetto intitolato 100,000,000 Bon Jovi Fans Can’t Be Wrong. Titolo, che è un omaggio al disco del mitico Elvis Presley 50,000,000 Elvis Fans Can’t Be Wrong. Il contenuto del Box-Set consiste in quattro CD contenenti ben 50 pezzi rari e inediti, e un DVD. Il tutto per sottolineare il raggiungimento dei 100 milioni di dischi venduti e per celebrare il ventesimo anniversario dell’uscita del primo disco a nome Bon Jovi, nel 1984. In concomitanza con l’uscita del Box-Set, poi, alla band viene assegnato l‘”Award Of Merit” agli American Music Awards il 14 novembre. Il gruppo, prima di esser premiato, esegue un medley di “It’s My Life” con un nuovo brano, dal titolo “Have A Nice Day”.

E proprio questo nuovo brano viene riproposto per intero il 2 luglio 2005, durante la partecipazione al concerto benefico Live 8, dove viene suonato insieme ai classici “Livin’ on a Prayer” e “It’s My Life”. Da ricordare anche che il 31 agosto ricevono il “Diamond Award” ai World Music Awards per aver raggiunto (e superato) la quota dei 100 milioni di dischi venduti.

Il nuovissimo album dei Bon Jovi, quindi, è pronto per uscire. Il 20 settembre 2005, dunque, esce Have a Nice Day, prodotto da John Shanks, premiato nel corso del 2005 come “miglior produttore dell’anno”. Il disco ha un sound fresco e il primo singolo, omonimo, ottiene grande successo radiofonico e televisivo in gran parte del mondo. Il 2 novembre poi parte da Des Moines il tour invernale a supporto del disco. Questo, intanto, raggiunge il numero uno in classifica in varie nazioni, atterrando sulla seconda posizione della classifica di Billboards nella prima settimana di vendita. La band ottiene la miglior prima settimana di vendite della carriera vendendo più di 202.000 copie. Il tour prosegue, sbarca in Giappone in aprile e a maggio in Europa, dove, tra lo stupore di tutti i fans, fa il suo ritorno nelle scalette dei concerti una delle loro canzoni più belle, “Dry County”. Nel frattempo uno dei singoli estratti, “Who Says You Can’t Go Home” raggiunge la posizione numero 1 della Country Chart statunitense, ottenendo un grandissimo successo negli USA appunto. Intanto, per l’11 giugno 2006 era fissata la data di apertura del nuovo stadio di Wembley, e i Bon Jovi dovevano essere gli headliners, ma a causa di ritardi nei lavori, la band fu costretta a spostare la location.

Il tour si conclude a fine luglio nel loro New Jersey, nel “loro” Giants Stadium, diventando il terzo tour più “visto” del 2006. Il finire dell’anno riserva diverse sorprese, sia per il gruppo che per i fans: innanzitutto la band viene introdotta nella “UK Music Hall Of Fame” il 14 novembre, dove tra l’altro ha proprosto un bellissimo medley acustico di “Livin’ On A Prayer” e “Wanted Dead Or Alive” e una versione elettrica di “It’s My Life”. Inoltre si sa che per la primavera del 2007 dovrebbe esser pubblicato un nuovo disco di inediti.

Autore modifica: cranfan84 (data: Dic 29 2006, 16:32)

Collegamento alle fonti

http://it.wikipedia.org/wiki/Bon_Jovi

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