Biografia

Benjamin David “Benny” Goodman (Chicago, 30 maggio 1909 – New York, 13 giugno 1986) è stato un celebre clarinettista, compositore e direttore d’orchestra statunitense.

Specialmente negli anni trenta ebbe grandi successi con la sua Big Band ed è ritenuto il piú importante protagonista dello .

Goodman nacque da poveri immigrati ebrei. All’età di dieci anni cominciò a studiare il clarinetto da Franz Schoepp. A 12 anni suonava già nell’orchestra del teatro ed in diverse orchestre da ballo della città. Il suo modo di suonare il deriva dai grandi solisti delle band degli anni 1921 tra cui il Creole Jazz Band di King Oliver ed i piú noti rappresentanti del come Johnny Dodds, Barney Bigard o Don Redman. Goodman entrò in una delle band principali di Chicago, l’orchestra di Ben Pollack con cui fece le sue prime registrazioni nel 1932. Due anni dopo cominciò a pubblicare dischi sotto il proprio nome. Negli anni 1930 suonò con band di livello nazionale: quelle di Red Nichols, Isham Jones e Ted Lewis. Nel 1934 Goodman fondò la sua propria Big Band che uní per la prima volta musicisti bianchi e di colore. Con la sua perfezione raggiunse in pochi anni il riconoscimento non solo del mondo ma anche di molti appassionati di musica estranei al .

Oltre alla sua Big Band in cui suonavano tra l’altro i trombettisti Harry James, Joe Triscari e Ziggy Elman fondò anche il Benny Goodman Quartet che uní i grandi del Teddy Wilson, Gene Krupa e Lionel Hampton ed, in séguito, un settetto e altre formazioni di rilievo, comprendenti musicisti come Red Norvo, Charlie Christian e Mel Powell.

Nel 1938 diede il suo famoso concerto nella Carnegie Hall di New York che era riservata fino allora soltanto alla musica classica. Il concerto ebbe luogo il 16 gennaio e i 2760 posti disponibili registrarono il tutto esaurito settimane prima con un costo massimo del biglietto di 2,75 dollari, un prezzo piuttosto elevato per l’epoca. Il concerto iniziò con tre numeri classici della band: «Don’t Be That Way», «Sometimes I’m Happy» e «One O’Clock Jump». Poi eseguirono una breve rassegna della storia del , partendo da un quartetto con «Sensation Rag». Ancora una volta, la reazione iniziale della folla, anche se gentile, fu tiepida. Poi seguí una su «Honeysuckle Rose» con Count Basie e Duke Ellington come ospiti della band. Numeri del trio (con Gene Krupa e Teddy Wilson) e del quartetto (con Lionel Hampton) vennero ben accolti e una interpretazione vocale di «Loch Lomond» con Martha Tilton provocò cinque chiamate alla ribalta e richieste per un bis. Nel finale del concerto il grande successo venne assicurato con il pezzo clou «Sing, Sing, Sing», sostenuto dal batterista Gene Krupa con assoli di Babe Russin al sassofono, Harry James alla tromba e dello stesso Goodman. Quando finí la sua parte, lasciò il pianista Jess Stacy ad esibirsi in un assolo. L’ultimo pezzo fuori programma fu «Big John’s Special», noto brano del repertorio di Fletcher Anderson dei primi anni ’30. Il concerto venne registrato quasi per caso, su una lacca in acetato e un master in alluminio. Solo molti anni dopo Goodman ritrovò la lacca dalla quale venne ricavato un doppio LP pubblicato nel 1950 e nel 1998 venne realizzato anche un doppio CD dal master in alluminio e sono diventati tra gli album piú venduti di tutti i tempi del . Questo concerto è considerato come uno dei piú significativi nella storia del . Dopo anni di esibizioni di musicisti provenienti da tutto il paese, il era finalmente stato accettato dal grande pubblico.

Paul Hindemith, Béla Bartók, Aaron Copland, Leonard Bernstein e altri importanti compositori hanno dedicato delle composizioni a lui. Fra gli anni ’30 e ’40 fu lui il piú importante esponente della musica fra i bianchi, la musica da ballo dell’epoca, legando il suo nome non solo a composizioni rimaste nella storia («Stompin’ At the Savoy» o «Air Mail Special») ma anche a personaggi musicali che in séguito divennero di vero spicco (Ella Fitzgerald e Peggy Lee). Dai musicisti neri di è stato frequentemente criticato come esecutore, anche a ragione: non era lui infatti il migliore dei clarinettisti dell’epoca, ma godeva di quella certa popolarità che lo faceva essere considerato tale.

Molti critici di musica sono oggi dell’avviso che Goodman ha avuto lo stesso significato per il e lo come per esempio Elvis Presley per il Rock’n’Roll. Benny Goodman aveva l’obiettivo di avvicinare il giovane pubblico bianco alla musica “nera” e ha quindi collaborato per superare la discriminazione razziale negli Stati Uniti, perché nei primi anni ’30 musicisti Jazz[/tg] bianchi e di colore, secondo l’opinione pubblica, non potevano suonare insieme nelle band.

Anche per questo, oggi è ricordato come King of Swing (pare che sia stato
Gene Krupa a dargli questo appellativo).

Autore modifica: stronzochilegge (data: Nov 27 2011, 13:16)

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Wikipedia: Benny Goodman

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Dati principali

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Data di formazione
  • 1909
Data di scioglimento
  • 1986
Luogo di origine
  • Chicago

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