Biografia
Artista molto prolifica, ha pubblicato almeno un album all’anno dal 1990, con l’eccezione solo del 2000 (forse perché ha pubblicato 3 album nel 1999 e un doppio album nel 2001).
Nata a Buffalo, nello stato di New York da madre americana ebrea e padre italo-americano, entrambi appassionati di musica folk, la DiFranco ha cominciato a suonare cover dei Beatles nei bar locali con la sua insegnante di chitarra all’età di nove anni.
All’età di quindici anni è andata a vivere da sola, mantenendosi principalmente grazie alle sue performances musicali, ma è riuscita a diplomarsi alla Buffalo Academy for Visual and Performing Arts.
Nel 1989, all’età di diciotto anni, ha fondato una propria casa discografica, la Righteous Babe Records, con solo 50$, e ha registrato Ani DiFranco, uscito nell’inverno del 1990. Subito dopo si è trasferita nella città New York e ha cominciato un’intensa attività dal vivo.
È dichiaratamente bisessuale e, nel 1998, ha sposato il tecnico del suono Andrew Gilchrist. Il matrimonio è finito cinque anni dopo, ma sono ancora amici.
Il padre è morto all’inizio dell’estate del 2005. A lui è dedicato l’album Knuckle Down, e in particolare il brano Recoil, dove l’artista parla in modo toccante dello stato di salute del genitore e del suo senso di impotenza nel non sapergli stare vicino. Il 20 gennaio 2007 ha dato alla luce la sua bambina, Petah Lucia, avuta con il musicista/produttore Mike Napolitano.
La musica di Ani DiFranco è stata classificata come folk e rock alternativo, ma fin dai primi album ha raggiunto un genere indefinito, e ha collaborato con un ampio raggio di artisti, inclusi musicisti pop come Prince, il musicista folk Utah Phillips, Erzsebet Beck, Maceo e Corey Parker.
In diverse canzoni e album ha usato una grande varietà di strumenti e di stili, dagli ottoni in Little Plastic Castle, agli archi di Living in Clip e Knuckle Down. Riguardo all’etichetta “folk” che spesso le viene affibiata, la DiFranco ha dichiarato in un’intervista al Pavement Magazine che “la musica folk non è una chitarra acustica, non è lì il punto. Io uso la parola “folk” in riferimento alla musica punk o al rap. È un’attitudine, la consapevolezza di una eredità, è una comunità.”
Molto del materiale di Ani DiFranco è autobiografico, come è tradizione per i cantautori. Molto del suo materiale è anche fortemente politico, impegnato in diverse questioni sociali come il razzismo, il sessismo, l’abuso sessuale, l’omofobia, i diritti riproduttivi, la povertà e la guerra.
La DiFranco ha espresso le sue opinioni politiche attraverso la musica: durante le elezioni presidenziali in USA nel 2000 ha sostenuto il candidato Ralph Nader, e alle primarie dei democratici del 2004 ha dato il suo supporto a Dennis Kucinich.
Autore modifica: justanotherider (data: Ott 9 2007, 18:05)
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